Precari, nessuna traccia della stabilizzazione Solo un emendamento per contratti di un anno

Come volevasi dimostrare. La stabilizzazione dei precari regionali rimane una chimera oggi non raggiungibile. Il via libera ai contratti, per un altro anno, è arrivato dall’emendamento contenuto nella legge di stabilità nazionale. Ancora dodici mesi e soprattutto, al momento nessuna traccia dell’Agenzia di stabilizzazione annunciata da Davide Faraone

Si compie dunque, senza grande entusiasmo la profezia che voleva il mantenimento della situazione di fatto, senza rilevanti passi avanti. Nei giorni scorsi la Cisl funzione pubblica con Paolo Montera aveva espresso «forti perplessità» su un percorso che, a oggi, continua a essere incerto e soprattutto bloccato in termini di proiezione di risposte ai lavoratori. E così gli oltre 22mila precari rimangono in vita, appesi ancora a un contratto che ha una vita di dodici mesi. Nella Sicilia, regno immutabile delle cose che non cambiano, rischiano di rimanere al palo i precari degli enti comunali in dissesto e pre-dissesto. Per loro l’impegno sarà a parte nel mille proroghe. Impegni parcellizzati, frammentati, assunzioni di responsabilità e prese d’atto con il contagocce.

Montera oggi torna all’attacco: «Noi siamo e continuiamo ad essere la terra del Gattopardo. Cambiano gli uomini ma la politica ringiovanisce solo anagraficamente. Continuano a piacere gli annunci. Di questo passo non escludiamo iniziative di protesta anche eclatanti». Il rischio del gioco al massacro, del differimento con soluzione ad orologeria, in coincidenza di appuntamenti elettorali a venire non piace ai sindacati, ma neanche ai siciliani precari da una vita e che continuano ad esserlo. Di volta in volta, di destino in destino.


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