Piazza Borsellino, parcheggiatori abusivi e turisti «Gli stranieri raccontano richieste di dieci euro»

Una denuncia su Facebook (poi cancellata), l’intervento del presidente della Sostare e di un consigliere della I municipalità e, infine, il sollecito alla polizia municipale. Il rapporto tra turisti, strisce blu e parcheggiatori abusivi oggi è stato al centro di un’accesa polemica. Partita dai social network e arrivata ai vertici dell’azienda che gestisce la sosta a pagamento nel Comune di Catania. L’assunto di base era semplice: «I parcheggiatori abusivi chiedono dieci euro ai turisti», sosteneva il titolare di un b&b della zona di piazza Borsellino (ex piazza Alcalà). Salvo poi smentire poco dopo, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione. A confermare la vicenda alla nostra testata, però, è un altro operatore turistico: «Diversi miei ospiti mi hanno raccontato di avere ricevuto la richiesta di 15 euro per parcheggiare», racconta il responsabile di alcune case vacanze nel centro storico. «Proprio a piazza Borsellino – continua – I turisti vedono altri che si fermano e pagano, e pensano che sia normale. Erano dei ragazzi che venivano da Amsterdam una prima volta, e una seconda volta erano australiani».

«Riguardo ai parcheggiatori e alle loro richieste di dieci, addirittura 15 euro ai turisti per il parcheggio – interviene il consigliere della I municipalità Davide Ruffino – ho avuto diverse conferme da operatori turistici del centro storico, ai quali è stato raccontato da stranieri in visita». Cifre particolarmente esose, diverse dalle richieste – ugualmente illegittime – di pochi euro di cui spesso sono vittime i catanesi che parcheggiano negli stalli con tariffa oraria. «Tra via Lavandaie e via Cristoforo Colombo, tra la pescheria e via Plebiscito – continua Ruffino – ci sono di fatto le strisce blu ma, nello stesso tempo, ci sono anche i parcheggiatori abusivi. Ho sollecitato telefonicamente Sostare in varie occasioni in precedenza, segnalando la mancanza del tagliando di parcheggio nelle macchine». «Sostare non ha possibilità di controllo del territorio, perché quello non è demandato a noi», replica il presidente della società partecipata Luca Blasi. «Non avevo mai sentito della richiesta di dieci euro prima di oggi, ma mi sono occupato di segnalare il fatto, che ho appreso tramite Facebook, alla polizia municipale». Il compito dell’azienda è di «controllare le macchine. Dirò di più: se il posteggiatore abusivo, approfittando dell’ignoranza del cittadino o del turista, chiede una somma per la sosta della macchina e noi la troviamo senza tagliandino, c’è anche il rischio di una multa».

E a chi fa notare che gli operatori Sostare, però, in alcune zone spesso non sarebbero presenti lui replica: «I nostri operatori non presidiano ognuno una sola zona. La città è divisa in otto macro-zone, che il nostro personale perlustra, quindi è normale che sia momentaneamente assente in alcune aree. Ciò non toglie, però, che sarà mia premura chiedere ai dipendenti Sostare di controllare in maniera più frequente quella porzione di città e di segnalare alle autorità competenti eventuali abusi a opera dei posteggiatori irregolari». Proprio oggi, racconta Luca Blasi, «ne abbiamo segnalato uno in piazza Spirito Santo, davanti a una trattoria: è intervenuta la polizia municipale e lui è stato portato via. Noi non siamo un organo di polizia, possiamo solo segnalare. Trovo assurdo che vengano chiesti dieci euro ai turisti, ed è altrettanto assurdo che venga chiesto un solo euro ai cittadini».

A rincarare la dose è Giusy Belfiore, presidente dell’associazione guide turistiche di Catania, che racconta: «Di casi di singoli turisti ai quali siano stati chiesti dieci euro per il posteggio, personalmente, non ho contezza – spiega a MeridioNews – Ma posso dire con certezza che qualche tempo fa, prima dell’apertura del parcheggio di piazza Alcalà e del divieto di sosta, alcuni autisti di pullman turistici ci hanno riferito di aver pagato 25 euro ai posteggiatori abusivi e di aver addirittura preso delle ricevute false, emesse e compilate dagli stessi, a mo’ di fattura artigianale improvvisata». 

«Fenomeni del genere trovano spazio là dove mancano vigilanza e controllo e lì dove manca l’agevolazione delle strisce blu con un sistema di pagamento elettronico e di facile comprensione», continua Belfiore. «Noi guide aiutiamo spesso i turisti spiegando loro come funzionano le strisce blu, le cui indicazioni sono fornite solo in italiano. Inoltre le strisce blu non sono costantemente vigilate mentre il parcheggio di piazza Alcalà sì e molti turisti preferiscono posteggiare lì, soprattutto se hanno bagagli, per la presenza di telecamere di sorveglianza. Ci vorrebbe un sistema di segnalazione e di traduzione in lingua delle istruzioni e delle informazioni sui parcheggi Sostare, che gli stranieri non capiscono».


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