Foto di Marco Mastriani

Parco degli Iblei, il Tar sblocca l’iter dopo 19 anni: ma resta il fronte del «ni»

Una storica sentenza del Tar di Catania, del 9 giugno, ha imposto alla Regione Siciliana di procedere all’istituzione del parco nazionale degli Iblei entro 180 giorni. Ma c’è chi dice Ni. Intanto, oltre quella deadline – che dovrebbe scadere all’inizio di dicembre – il tribunale amministrativo regionale ha previsto la nomina di un commissario ad acta. Anche perché la legge nazionale che sancisce l’istituzione del parco degli Iblei è del novembre del 2007. «Un procedimento che, per quasi vent’anni, è rimasto paralizzato tra resistenze dovute all’ignoranza e allarmismi infondati da parte di alcune amministrazioni locali», afferma a MeridioNews Marco Mastriani, consigliere regionale dell’ente fauna siciliana. L’associazione che, tramite gli avvocati Corrado Giuliano e Salvatore Nanè, ha presentato il ricorso che ha portato alla sentenza del Tar. Con la condanna dell’assessorato al Territorio e Ambiente della Regione e del ministero dell’Ambiente.

Quasi 20 anni di «inerzia» per il parco nazionale degli Iblei

Tre ex province (Siracusa, Ragusa e Catania) e 27 Comuni per un’area di estensione di 1461 chilometri quadrati. Un vasto territorio quello dell’altopiano montuoso della parte sud-orientale della Sicilia su cui una legge del Parlamento italiano (la 222 del 29 novembre 2007) impone che nasca il parco nazionale degli Iblei. Conclusa la fase di concertazione, perimetrazione e zonizzazione, di comune accordo con l’Ispra, a febbraio 2024, lo schema definitivo di decreto del presidente della Repubblica era stato trasmesso alla presidenza della Regione. Tanto che come «pretestuosa» è stata definita dal Tar la richiesta di un «incontro di verifica complessiva» arrivato ad agosto di quell’anno della Regione. «L’inerzia successivamente registratasi – si legge nella sentenza del Tar – non trova adeguata giustificazione nell’assetto procedimentale delineato».

E c’è chi dice Ni

Formalmente sono tutti d’accordo all’istituzione del parco nazionale degli Iblei. Ma la storia è piena di «se», di «ma» e, in questo caso, anche di «ni». Deputati regionali, amministratori locali, rappresentanti di associazioni di categoria. «Alla base di questi tentativi di demagogia e ostruzionismo – commenta Mastriani al nostro giornale – c’è che non si conosce la normativa e nemmeno la realtà degli altri 25 parchi nazionali. Tra cui, per fare un esempio vicino a noi, quello dell’Isola di Pantelleria». Uno di questi «ni» arriva dal deputato regionale della Democrazia cristiana Carlo Auteri che, pur ribadendo di non essere «contrario alla tutela dell’ambiente», ha annunciato che oggi incontrerà il presidente della Regione Renato Schifani. «Per consegnare tutta la documentazione utile a supportare il ricorso contro l’istituzione del parco degli Iblei nella sua attuale configurazione». E Auteri si dice anche pronto a «trasmettere tutto alla procura».

La provocazione del referendum abrogativo

«Chi è contrario all’istituzione del parco degli Iblei lo dovrebbe dire in modo chiaro – sollecita Mastriani – motivando questa posizione senza falsi pregiudizi. In questi ultimi 20 anni, ci sono state fasi di concertazione in cui si potevano presentare osservazioni sulla perimetrazione, sulla zonizzazione e sulla bozza del regolamento». Eppure, molti non lo hanno fatto. «Ora siamo alla fase finale delle intese – sottolinea il consigliere dell’ente fauna che è anche coordinatore regionale di Federparchi – ma restiamo disponibili ad ascoltare proposte costruttive nel merito per eventuali aspetti migliorativi. Non vaghi allarmismi senza fondamento o tentativi di abrogare la norma». In questo senso, una provocazione era stata lanciata dal sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo. Dopo la sentenza del Tar, il primo cittadino aveva chiesto una revisione del progetto, annunciando anche una raccolta firme per promuovere un referendum abrogativo della legge.

I «non contrari, ma»

Dalla parte dei «non contrari, ma» si sono posizionati anche dalla Cna di Siracusa. La presidente della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa Rosanna Magnano si è detta «favorevole alla tutela ambientale del nostro territorio, ma denunciamo la perimetrazione. Costruita senza un reale confronto con il tessuto produttivo locale rischia – sostiene – di produrre un danno economico, sociale, identitario e di prospettiva per intere comunità degli Iblei». Un rischio che, però, secondo Mastriani, non sarebbe reale. «Al contrario, il parco sarebbe una tutela per loro – spiega -. Le attività agricole sono consentite e, anzi, sono sostenute le coltivazioni biologiche e autoctone. Basti pensare al passito di Pantelleria che si coltiva nel parco». Stesso discorso vale per la zootecnia. «Non si vieta nessun tipo di allevamento, ma si incentivano quelli autoctoni. A non essere consentita, invece – chiarisce – è la serricoltura intensiva». Pachino (nel Siracusano) e Vittoria (in provincia di Ragusa), però, non ricadono all’interno del perimetro.

Divieti e permessi

«Altro divieto – aggiunge Mastriani – riguarda i mega impianti fotovoltaici o eolici. Perché il primo obiettivo dell’istituzione del parco degli Iblei è tutelare il paesaggio. Preservarlo a favore delle comunità locali e non di holding straniere che puntano solo a sfruttare il territorio per i loro interessi». Scetticismi vari sono stati esposti anche da alcune associazioni venatorie. «In realtà – chiarisce il consigliere dell’ente fauna – in zona 1 è già vietata la caccia». Perché si tratta di aree che sono già riserva naturale, proprietà del demanio o siti Natura 2000. «La novità – precisa – riguarderà la zona 2 dove la caccia verrà preclusa. Ma, per rispondere a chi pone la questione legata all’emergenza cinghiali o daini, resteranno possibili, se motivati, gli abbattimenti selettivi controllati». Dopo quasi 20 anni, insomma, molte questioni sull’istituzione del parco nazionale degli Iblei non sembrano ancora risolte. «Eppure, altrove, da tempo, i parchi sono non solo strumenti di tutela, ma anche di governance del territorio a vantaggio delle imprese. Al punto che – fa notare Mastriani – Comuni che non ne fanno parte, chiedono di poterci rientrare; mentre non è mai pervenuta una richiesta per uscirne. Per quest’area dal potenziale enorme serve una strategia comune per tutelarla e promuoverla nella sua integrità. Il parco nazionale degli Iblei – conclude – è già legge e si farà».


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