Parcheggio Sanzio, a breve l’inizio dei lavori Da Scapagnini all’imprenditore mafioso

L’amministrazione comunale lo aveva annunciato: dopo piazza Europa l’attenzione si sposterà sul parcheggio interrato Raffaele Sanzio. Adesso sembra giunto il momento di riprendere in mano il piano redatto all’inizio degli anni 2000 dall’allora sindaco Umberto Scapagnini, nominato dal governo Berlusconi anche commissario straordinario per l’emergenza traffico. E si ricomincia proprio dal parcheggio scambiatore di secondo livello più grande tra i quattro pensati dalla vecchia amministrazione di centrodestra: il progetto Sanzio prevede 1.080 posti auto e 40 bus, da realizzare in project financing. L’appalto era già stato assegnato a un’associazione temporanea d’imprese, riconducibile all’imprenditore Mariano Incarbone, nel frattempo condannato in primo grado nel processo Iblis a otto anni di carcere per associazione mafiosa e considerato vicino all’ex governatore Raffaele Lombardo. Le sue aziende sono state anche espulse da Confindustria Sicilia. Di conseguenza ad eseguire i lavori subentrerà il consorzio nazionale di cooperative Ciro Menotti, con sede a Ravenna, ma con un centinaio di coop associate in tutta Italia, 14 solo in Sicilia.

Ormai un decennio fa, l’importo del parcheggio Sanzio era stato fissato in 21 milioni di euro, di cui 12 milioni e 400mila euro a carico della Regione Sicilia e poco più di otto milioni dai privati in cambio della concessione della struttura – comprensiva di una zona commerciale – per 60 anni. In questi mesi la cifra è stata rivista al rialzo e dovrebbe ammontare a circa 36 milioni di euro, in cui rimane invariato il contributo pubblico regionale.

Il vecchio progetto del parcheggio Sanzio (fonte SkyscraperCity)

Il mega piano redatto da Scapagnini prevedeva la costruzione di 21 parcheggi per 18mila posti auto, con un costo complessivo di 227 milioni di euro. Di quel progetto solo un’opera, dopo molte vicissitudine giudiziarie, ha visto la luce: il parcheggio Europa. Quattro erano i parcheggi definiti di secondo livello, a metà tra quelli posti ai confini della città come cerniera con la provincia e quelli in centro: San Nullo, Fleming, Narciso e, appunto, Sanzio. Quest’ultimo, l’unico a ricevere una parziale copertura finanziaria pubblica da parte della Regione Sicilia, era stato scelto perché dovrebbe intercettare i flussi provenienti dall’autostrada A18 Catania-Messina, dalla Tangenziale e dallo svincolo di San Gregorio. È inoltre l’unico a trovarsi in un punto di smistamento dei bus, essendo stazione capolinea dell’Amt. Peculiarità sottolineate anche dall’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Bosco. «Ricominciamo da qui perché ha caratteristiche diverse da tutti gli altri, va sfruttata la natura scambiatoria del sito», spiega.

Nella sua fase iniziale, la realizzazione del parcheggio Sanzio è stata legata a burrascose vicende giudiziarie. Ad aggiudicarsi l’appalto, nel 2007, era stata infatti un’associazione temporanea d’imprese, di cui facevano parte le aziende Icob e Coesi, insieme alla palermitana Final. Sia nell’Icob che nella Coesi il socio di maggioranza era Mariano Incarbone, 50 anni, cugino del boss Filippo La Rocca ritenuto dai magistrati vicerappresentante della famiglia di Enna di Cosa Nostra. Condannato a otto anni per associazione mafiosa nel primo grado del processo Iblis, per Incarbone la procura etnea ha chiesto in appello la condanna a sette anni per concorso esterno. Ritenuto un imprenditore a disposizione di Enzo Aiello, rappresentante provinciale di Cosa Nostra etnea, sarebbe stato anche vicino all’ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo condannato per concorso esterno. Secondo il colonnello dei Ros dei carabinieri etnei Lucio Arcidiacono, Lombardo avrebbe favorito Incarbone proprio nel caso del parcheggio Sanzio, «l’unico progetto a ricevere soldi pubblici», spiega. In cambio l’imprenditore «ha finanziato nel 2008 con 50mila euro la campagna elettorale del Mpa», aggiunge il colonnello.

Anche alla luce di queste vicende, nel 2010 Confindustria Catania, seguendo il protocollo di legalità siglato con il ministero dell’Interno, ha sospeso le imprese di Incarbone. Nel frattempo le due ditte aggiudicatarie dell’appalto per il parcheggio Sanzio hanno ceduto il proprio ramo d’azienda: la Coesi alla Geco Srl, mentre la Icob alla Gidi Srl. Ma anche queste due società vedevano una partecipazione dello stesso Mariano Incarbone. Adesso, con il definitivo avvicendamento del consorzio Ciro Menotti, dovrebbe invece essere tutto pronto per la partenza dei lavori per il parcheggio Sanzio.


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