Occhio ai reality: se li guardi ingrassi

Chi s’abbuffa di tv trash, s’abbuffa nel frattempo di snack, patatine, fast food, merendine, insomma… cibo trash, spazzatura. E’ questo ciò che sostiene la rivista di settore “Dimagrire” che, nel numero di questa settimana, ha pubblicato i dati di un sondaggio, fatto su oltre un migliaio di italiani e italiane tra i 25 e i 60 anni di età, che dimostrerebbe la relazione tra cattiva televisione e cattiva alimentazione. Dunque ci sarebbe una vera e propria corrispondenza tra il pessimo nutrimento degli italiani – i bambini italiani risultano i più grassi d’Europa – e ciò che vedono in tv a partire dai reality per finire con gli urlacchioni (e rissosi) talk show, tra soubrette, politici, attori e psicologi illuminati.

 

Per non parlare dei “contenitori” della domenica pomeriggio (Buona Domenica e Domenica In) e dei programmi sportivi (Controcampo e La domenica sportiva) che sono proprio il perfetto sottofondo per una merenda carica carica di zuccheri e grassi, ma anche per un dopocena tutto da “spizzicare”. Il sondaggio riportato da “Dimagrire” evidenzia proprio come il popolo della Tivvù italiana (sette su dieci) sia davvero appassionato dei programmi litigiosi (68%), dei grandi eventi mediatici (61%) e dei reality (55%) e che questi tipi di trasmissioni siano in naturale ‘complotto’ con il cosiddetto Junk food: cibo ad altissimo contenuto calorico, grande elemento di discordia negli Stati Uniti dove la percentuale di obesità raggiunge proporzioni esorbitanti. Ricordate il film “Super size me” di Morgan Spurlock, dove si denunciava la celebre catena di fast food McDonald’s per le sue super porzioni per taglie XL?

 

“La propensione a mangiare in modo eccessivo e non salutare – spiega la Dottoressa Maria Paola Graziani, ricercatrice dell’Istituto di scienze dell’Alimentazione dell’Università La Sapienza – deriva dalla necessità di riequilibrare la staticità della tv che, oltretutto, ci ipnotizza”. Dunque è l’assuefazione l’elemento base di questa sindrome da mala televisione e mala alimentazione. Più precisamente l’assuefazione ad una programmazione televisiva dall’alto contenuto tragicomico e dal pirotecnico appeal emotivo. All’italiano, insomma, piace la rissa, piace il battibecco, piacciono i macroscopici sentimenti in diretta, ma soprattutto piace mangiarci su incollato e imbambolato sulla poltrona.


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