È morto a Palermo il prete antimafia Giacomo Ribaudo. Aveva 80 anni

È morto a Palermo, a 80 anni e dopo una malattia, padre Giacomo Ribaudo. Un prete antimafia che non amava questa definizione, che gli è stata attribuita per la sua attività sul territorio, nei quartieri a rischio di Palermo. In un’intervista raccontò che nel 1993 alcuni mafiosi gli avrebbero riferito la volontà del boss Bernardo Provenzano di dissociarsi, cosa che poi non avvenne. Sempre nel 1993 Ribaudo chiese ai mafiosi di convertirsi. «Il nostro ruolo è culturale e sociale, mentre i compiti di repressione spettano allo Stato – ha detto Ribaudo in un occasione – Noi dobbiamo annunciare il Vangelo e difendere i deboli, promuovere la giustizia e la solidarietà, contro ogni forma di prepotenza e di prevaricazione. Di fronte al fenomeno mafioso i parroci non devono esitare a denunciare con forza anche le connivenze politiche e istituzionali».

Nel 2012 Ribaudo fece uno sciopero della fame per sensibilizzare le persone siciliane in vista delle allora imminenti elezioni regionali. Nel 2017, in un’intervista a MeridioNews, parlò di quando alcune persone di Cosa nostra «mi chiesero di avvicinare i magistrati e vedere se, consegnandosi spontaneamente, potevano ottenere uno sconto di pena. Non intendevano fare nomi o parlare di collaboratori o altro – dice Ribaudo – intendevano solo consegnarsi». In quell’intervista Ribaudo ha aggiunto che secondo lui questa intenzione nasceva dal bisogno di dissociarsi, di prendere le distanze dal sistema criminale mafioso.


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