È morto Pippo Baudo: era ricoverato in ospedale a Roma. Il sindaco di Militello: «Era uno di noi, si informava su tutto»

Pippo Baudo – al secolo Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo -, il noto conduttore televisivo di Militello in Val di Catania, è morto a 89 anni. Era in ospedale, al Campus Biomedico di Roma, dove si spento, a quanto si apprende, con serenità, tra i suoi cari. Laureato in Giurisprudenza, ma con la passione per lo spettacolo, dopo l’esordio in tv negli anni Sessanta, è diventato uno dei volti più importanti della Rai, fino a condurre per 13 volte il Festival di Sanremo. Amato dal pubblico per le sue conduzioni e come scopritore di talenti, nel 2021 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. «Con Pippo Baudo se ne va un pezzo di cuore della tv e una parte fondamentale della Rai – dicono in una nota l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore generale Roberto Sergio e il cda dell’azienda – Eppure, lui e la sua figura resteranno impressi nel patrimonio culturale dell’Italia».

Immancabile il ricordo della sua cittadina d’origine, nel Catanese. «Provo un grande dolore – dice Giovanni Burtone, sindaco di Militello in Val di Catania e deputato Ars – Pippo Baudo era una delle persone più amate di Militello. Era voluto bene dai suoi concittadini, era uno di noi. Era tanto tanto orgoglioso di Militello». All’agenzia di stampa Adnkronos, Burtone racconta il rapporto del conduttore con il piccolo centro del Catanese: «Quando veniva in paese, non girava moltissimo, stava nella sua villetta in campagna, ma quando usciva era cordiale e si fermava con tutti – racconta il sindaco – accennava sempre alla famiglia di origine. L’ho visto per l’ultima volta meno di un anno fa, ma ci sentivamo spesso». E avrebbero dovuto rivedersi a gennaio, in occasione dell’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Era previsto che fosse in prima fila, ci teneva a incontrare Mattarella e anche il presidente avrebbe voluto salutarlo – ricorda Burtone – Poi, il giorno prima, mi ha chiamato per dirmi che era influenzato, era molto dispiaciuto. Era molto orgoglioso del paese, si informava su tutto. Io gli mandavo dei video, lo tenevo aggiornato. Ci mancherà molto».

Dalla politica allo spettacolo, tra le prime reazioni pubbliche alla notizia – comunicata dal legale di Baudo, Giorgio Assumma -, arriva quella del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, nel proprio profilo sul social network X: «Buon viaggio caro Pippo, amico di tante serate per noi un po’… avanti con gli anni». Un mondo, quello della politica, che non ha mai tentato il conduttore, nonostante la proposta di candidarsi a presidente della Regione Siciliana ricevuta nel 2006 e ripetuta nel 2012, sempre dal centrosinistra. Schieramento di cui si era detto pubblicamente sostenitore, dopo un passato da elettore della Democrazia cristiana. A stretto giro, da Roma, arrivano anche le condoglianze della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Il suo volto e la sua voce hanno accompagnato intere generazioni, regalando emozioni, sorrisi e momenti indimenticabili. Grazie di tutto».

A loro si affianca subito il cordoglio della politica locale e nazionale di origine siciliana. A partire dal compaesano di Baudo e ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci: «La scomparsa di Pippo Baudo mi addolora e mi rattrista. L’Italia perde uno dei suoi migliori uomini di spettacolo, preparato, elegante, creativo. Io perdo un amico sincero, un compaesano che è stato forza e orgoglio della nostra Militello. Un pezzo di storia italiana che se ne va». Una nota istituzionale, ma anche personale, arriva dal presidente della Regione Renato Schifani: «La Sicilia perde un suo figlio illustre, che non ha mai dimenticato le sue radici e ha portato con orgoglio il nome della nostra isola in tutta Italia», scrive il governatore. E sempre sull’asse Sicilia-Roma, il ricordo del presidente del Senato, Ignazio La Russa: «In memoria di un amico che ha dato lustro nel mondo dello spettacolo all’Italia e alla nostra Sicilia».


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