Migranti, per ministero quarantena negli hotspot va bene «Lasciarli in nave? Rende più difficile lavoro dei medici»

«La quarantena negli hotspot per i migranti è sufficiente e garantisce le migliori condizioni di lavoro anche al personale sanitario». A parlare è Claudio Pulvirenti, direttore degli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera in Sicilia. Il commento arriva poche ore dopo l’appello del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che, in merito allo sbarco previsto nel porto di Messina, ha chiesto che i naufraghi vengano trattenuti sulla nave per il tempo necessario a escludere una trasmissione del coronavirus alla popolazione locale. Misure che al momento rientrano nell’ambito delle precauzioni, considerato che il Nord Africa non è luogo di focolai. 

A sostenere la posizione del governatore siciliano è stato Matteo Salvini, che, rilanciando la propria linea di chiusura delle frontiere meridionali, ha detto che dovrebbe essere l’Europa a farsi carico dei migranti. «Vietare lo sbarco non ha motivazioni scientifiche – spiega Pulvirenti a MeridioNews – mentre la permanenza negli hotspot offre la possibilità di tenere sotto controllo le condizioni dei migranti ed escludere qualsiasi ipotesi di contagio che, di suo, resta remota». 

Il protocollo deciso dal ministero prevede che, di volta in volta, le autorità italiane chiedano al comandante della nave che ha soccorso i naufraghi quanti giorni di navigazione siano stati fatti. Dalla risposta dipenderà il tempo da passare nell’hotspot. «L’obiettivo è evitare che entrino in contatto con il territorio prima del termine della possibile incubazione del virus, ovvero due settimane – continua Pulvirenti -. Questo significa che, se una nave ha viaggiato per dieci giorni, ne basteranno quattro di quarantena».

Sul fronte degli arrivi via aerea, ci sono delle novità per quanto riguarda la fornitura di termoscanner per gli aeroporti di Palermo e Catania. In ognuno degli scali, mercoledì prossimo, dovrebbero arrivare due sistemi di rilevazione della temperatura. A differenza dei termometri a infrarossi, i termoscanner danno la possibilità di monitorare più persone contemporaneamente.


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