Messina: bypass subito, condotta riparata in 20 giorni Crocetta: «Collaborate e non finiremo sui media»

«Il bypass è stato ultimato e l’acqua verrà immessa a partire dalle 21 di stasera, domani dovrebbe arrivare nelle tubature di Messina». Questa è l’unica buona notizia che arriva dal vertice in Prefettura di nella città dello Stretto. Tutto il resto dipinge scenari a tinte molto fosche per i cittadini. L’acqua pompata grazie al bypass che collega l’acquedotto Fiumefreddo, danneggiato dalle frane, e quello dell’Alcantara, verrà spinta a una pressione di 350 litri al secondo, un terzo rispetto al pieno regime. Questo significherà disagi, soprattutto per i quartieri della parte alta di Messina. Tempi lunghi invece per il rirpistino della condotta danneggiata in territorio di Calatabiano. «Due, tre settimane», è la stima delle istituzioni competenti. A prendere in mano la situazione sarà la protezione civile nazionale – oggi presente alla riunione con il capo Fabrizio Curcio – che si occuperà della messa in sicurezza della collina che sovrasta il piccolo Comune in provincia di Catania.

Al vertice concluso in serata hanno preso parte, oltre a Curcio, anche il presidente della Regione Rosario Crocetta, il sindaco Renato Accorinti, il presidente dell’Amam, i rappresentanti della protezione civile regionale. Ne è venuto fuori un cronoprogramma condiviso. «Stavolta stiamo giocando di squadra», ha sottolineato il primo cittadino. Per quanto riguarda il fronte della frana la protezione civile nazionale dovrebbe impiegare una settimana per studiare il progetto di consolidamento della collina. Che potrebbe essere realizzato in una ventina di giorni. Spetterà invece al genio civile di Catania valutare il progetto per l’intervento diretto sulla condotta, già pronto e curato da Amam, la società che gestisce l’acquedotto. I tempi stimati sono di una settimana solo per la decisione. 

Se, dunque, potrebbe passare quasi tutto il mese di novembre affinché la condotta danneggiata venga ripristinata e messa in sicurezza, si accelera sulla soluzione alternativa: il bypass. Sicilia acque, la società partecipata dalla Regione che si occupa dell’acquedotto Alcantara, dovrebbe immettere l’acqua dalle 21. Domani, secondo quanto annunciato, sarà applicata una valvola per aumentare la potenza del collegamento fino a 500 litri al secondo. A questo si aggiungerebbe l’uso di un’altra fonte di approvvigionamento di Messina, La Santissima. L’obiettivo è arrivare in tre giorni a una pressione di 700 litri al secondo. Di poco inferiore ai mille in condizioni di normalità.

Nel frattempo, per sopperire alle carenze, ripartirà il servizio con le autobotti, potenziato dai mezzi della protezione civile nazionale. Ed è stata annunciata l’installazione di serbatoi fissi in vari punti della città che verranno sorvegliati. I luoghi esatti non sono stati ancora comunicati. In più arriveranno delle navi cisterna, una ogni due giorni perché l’acqua si può immettere nella rete da un unico punto. Ogni nave cisterna dovrebbe costare circa 60mila euro. Secondo quanto detto stasera, sarà la protezione civile nazionale a farsi carico delle spese. Le scuole rimarranno aperte. O almeno non chiuderanno per volere del sindaco. Accorinti ha disposto un provvedimento che lascia libertà di scelta ai presidi. «Non ci saranno aumenti in bolletta a seguito dell’approvvigionamento all’acquedotto Alcantara», ha precisato il direttore dell’Amam, Termini. 

Secondo il primo cittadino «questa è l’occasione per fare il grande salto di qualità». Il riferimento è agli interventi previsti e a quelli che Crocetta ha promesso di realizzare impiegando i fondi strutturali contro il rischio idrogeologico. Il presidente ha quindi ripetutamente lanciato inviti alla popolazione di Messina. «Bisogna essere disciplinati quando si va a prendere l’acqua, responsabilizzarsi e razionalizzare i consumi, soprattutto chi abita nelle zone più basse della città. Se collaborerete – ha aggiunto rivolgendosi ai cittadini – risolveremo l’emergenza in 15 giorni senza finire sui media nazionali».


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Vertice in Prefettura stasera tra le istituzioni coinvolte. La protezione civile nazionale prenderà in mano la situazione e si occuperà della messa in sicurezza della collina che si sta sbriciolando. Intervento per cui saranno necessarie tre settimane. Nel frattempo si accelera sulle alternative: Alcantara, autobotti, navi cisterna

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