L’erede di Sorrentino non teme la sfida Posavec: «L’età non conta, sono pronto»

Lo sponsor d’eccezione è in questo caso Zamparini. Il presidente non ha dubbi sull’affidabilità di Josip Posavec. L’inesperienza del ventenne portiere croato, chiamato a raccogliere la pesante eredità di Sorrentino, non preoccupa il patron rosanero che in vista della prossima stagione ha scommesso ad occhi chiusi sulle qualità dell’estremo difensore classe ’96 affidandogli i gradi da titolare. Una bella investitura per Josip. Posavec, arrivato a Palermo dall’Inter Zapresic durante la sessione invernale di mercato e cresciuto negli ultimi sei mesi sotto le ali protettive di Sorrentino, ha voglia di dimostrare il suo valore nel campionato di serie A. Torneo nel quale ha già debuttato lo scorso febbraio in occasione della gara interna con il Bologna terminata a reti bianche anche in virtù di alcuni suoi interventi provvidenziali. La convincente prova fornita contro i felsinei nello scorso campionato rappresenta per Josip un trampolino di lancio. La base sulla quale il baby portiere rosanero può costruire le proprie certezze e la propria credibilità. «Sarò titolare? L’età non è importante per me, io non ho paura di questo nuovo incarico – ha ammesso in conferenza stampa dal ritiro di Bad Kleinkirchheim il portiere dell’Under 21 croata – penso che la cosa più importante sia fare bene in campo. In ogni allenamento bisogna dare il massimo, così si migliora ogni giorno. Raccogliere l’eredità di Sorrentino sicuramente è una cosa importante, il ruolo del portiere per un giovane è molto difficile, però io non temo nulla e sono pronto per questa avventura».

Rimasto dietro le quinte nella scorsa stagione complice la frattura della falange del quinto dito della mano sinistra rimediata nel corso del suo primo allenamento da giocatore del Palermo, Posavec non ha avuto tante chance per mettersi in mostra ma avrà modo e tempo per rifarsi. La strada è in discesa. Josip, che nel frattempo sta migliorando la conoscenza dell’italiano, sarà messo nelle condizioni di esibire il suo repertorio. Il pezzo forte? La prontezza di riflessi sui calci di rigore: «Io guardo l’attaccante, cerco di capire dove tirerà, poi mi metto nelle mani di Dio. Senza Dio io non sono niente, c’è sempre bisogno del suo aiuto». Il croato, che si ispira a Buffon e Casillas, non paura delle sfide: «Vorrei affrontare Higuain, che ha segnato 36 gol, e anche Dybala e Mandzukic».

Coraggio e personalità sono due tratti del profilo di Posavec ma, nonostante le ottime credenziali, la società continua la ricerca sul mercato di un portiere di esperienza che possa fare da chioccia al giovane croato e mettere il proprio bagaglio al servizio del collettivo. Dopo i trasferimenti di Bizzarri al Pescara e di De Sanctis al Monaco, la lista dei papabili si è ristretta. In pole-position è rimasto il trentacinquenne Pegolo del Sassuolo. Più defilato il classe ’85 Padelli, in forza al Torino.


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