Lega, la settimana prossima Salvini a Palermo Giallo su assessori, spunta il nome di Centaro

Le tessere del grande puzzle della Lega in Sicilia sono tutt’altro che complete. Se il nuovo gruppo all’Ars doveva servire da cuscinetto tra le istanze dei territori e la capacità politica di intervenire con atti parlamentari, ad oggi il dialogo tra militanti e deputati sembra non essere ancora decollato

Al punto che ieri in molti – da quanto filtra dalle retrovie – avrebbero appreso della visita di Matteo Salvini, lunedì prossimo a Palermo, dalla consueta diretta su facebook del leader del Carroccio. «Non è da escludere – sussurrano in molti in casa leghista – che in quell’occasione Salvini possa incontrare il governatore Nello Musumeci per fare il punto politico, ma anche sulle ipotesi in campo in vista del rimpasto di primavera».

Rimpasto che comporterà, appunto, l’ingresso di un leghista nell’esecutivo guidato dal fondatore di Diventerà Bellissima. E se nelle ultime settimane tutti gli indizi sembravano portare al deputato regionale Orazio Ragusa, lanciato per la corsa alla successione di Edy Bandiera all’Agricoltura, ecco che nelle ultime ore c’è un altro nome che viene sussurrato con insistenza. Si tratta in questo caso di Roberto Centaro, magistrato della Cassazione, senatore dal 1996 al 2013. Centaro nella sua esperienza istituzionale ha sempre gravitato in orbita forzista, passando dalla Casa delle Libertà al Pdl, fino al partito meridionalista Grande Sud fondato da Gianfranco Micciché nei primi anni ’10.

Siracusano, classe 1953, Centaro è stato presidente della commissione nazionale antimafia, dopo il mandato di Beppe Lumia e prima della guida di Francesco Forgione. Il senatore, a sorpresa, potrebbe essere proposto – sussurrano ancora i ben informati, a taccuino rigorosamente chiuso – non all’Agricoltura ma ai Beni Culturali, di cui Musumeci detiene ancora l’interim dalla improvvisa scomparsa di Sebastiano Tusa. Voci, ipotesi che si sussurrano. Di cui potrebbero parlare Musumeci e Salvini già il prossimo lunedì. Anche se per il rimpasto bisognerà attendere ancora diverse settimane.


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