LAVORO/ Il Bilancio 2014 è ‘a mare’, ma per gli avvocati dell’Ufficio legislativo e legale ‘premi’ speciali…

FIGLI E FIGLIASTRI/ LA SPENDIG REVIEW ATTUATA DALL’ESECUTIVO REGIONALE NON SAREBBE UGUALE PER TUTTI. I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA RIGUARDANO TANTISSIME FASCE DELLA POPOLAZIONE SICILIANA MA NON SEMBRANO TOCCARE I LEGALI IN SERVIZIO DEL RUOLO REGIONALE. ANZI…

La spending review del Governo di Rosario Crocetta non è per tutti. Tocca lavoratori e famiglie siciliane ma, a quanto pare, non riguarda gli avvocati dell’Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana che hanno chiesto di essere trattati diversamente dagli altri dipendenti pubblici. Motivo: il loro particolare status professionale.
Insomma avrebbero chiesto – e finora l’avrebbero ottenuto – un trattamento economico di favore per la funzione di rappresentanza e difesa in giudizio che la legge regionale n.7 del 23 marzo 1971 gli attribuisce, soprattutto nei casi in cui l’amministrazione non si avvale dell’assistenza dell’Avvocatura dello Stato.
Anche se il Bilancio regionale 2014 è un colabrodo, l’esecutivo si appresterebbe ad apprezzare, con un passaggio in Giunta regionale, la proposta di regolamento professionale degli avvocati dell’Ufficio legislativo e legale della presidenza della Regione: passaggio che potrebbe implicare anche un possibile aggravio per la ‘casse’ regionali.
La proposta di regolamento professionale, che risale a un mese fa, e indirizzata al presidente della Regione, riporta la firma dell’avvocato generale Romeo Palma, consigliere della Corte dei Conti, esterno all’amministrazione regionale e che secondo, indiscrezioni raccolte, fatto anomalo e paradossale, parrebbe non essere iscritto in nessun ordine forense. Vediamo di fare chiarezza su una vicenda che appare complicata per varie ragioni.

Intanto cominciamo col dire che la proposta di regolamento professionale avanzata dal consigliere Palma mira ad ottenere l’apprezzamento della Giunta regionale, che potrebbe arrivare addirittura nelle prossime ore (la Giunta si dovrebbe riunire oggi a Catania) prima di essere inoltrata al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) per il competente parere, così come previsto dall’articolo 13 dello Statuto siciliano. Verrebbe fuori, al completamento dell’iter richiamato, un regolamento governativo che garantirebbe agli avvocati della presidenza della Regione un trattamento di favore rispetto agli altri dipendenti regionali.
Cosa prevede lo schema di regolamento professionale?
Tutto nasce dall’esigenza, secondo gli avvocati della presidenza della Regione, di rivedere l’assetto organizzativo dell’Ufficio legislativo e legale alla luce dell’entrata in vigore della legge 31 dicembre 2012, n.347 che disciplina l’ordinamento professionale forense.
L’avvocato generale ha preso carta e penna ed ha scritto al presidente, Rosario Crocetta, per rivendicare piena indipendenza ed autonomia nella trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente ed un trattamento economico adeguato alla funzione professionale svolta. Non è che si sia scambiato il pubblico impiego per lavoro autonomo? Il dubbio sembrerebbe essere avvalorato dal contenuto della proposta.
Il regolamento ha per oggetto la disciplina delle funzioni svolte dagli avvocati in servizio presso l’Ufficio legislativo e legale della presidenza della Regione siciliana.

È interessante rappresentare come gli avvocati in servizio presso la Regione siciliana tentino di ottenere un trattamento giuridico ed economico diverso dal resto della dipendenza regionale e di maggior favore. È previsto infatti che vengano inseriti in un apposito ruolo distinto da quello amministrativo e la contrattazione collettiva regionale dovrà determinare il loro trattamento economico rapportato al particolare status professionale.
Salta agli occhi, poi, il contenuto del punto 7 della proposta che di seguito riportiamo:
“Agli avvocati in servizio presso l’Ufficio legislativo e legale sono assegnati i compensi professionali liquidati a seguito di sentenza favorevole, anche non definitiva, con liquidazione giudiziale a carico della controparte soccombente. I compensi professionali sono attribuiti per l’attività svolta nei giudizi innanzi a tutti gli organi di giurisdizione ordinaria, amministrativa e speciale, nonché agli organi di giurisdizione equiparata, ivi compresi i collegi arbitrali e le transazioni”.

Perchè gli avvocati in servizio presso la presidenza della Regione siciliana dovranno occuparsi esclusivamente della difesa in giudizio quando per questo è prevista l’Avvocatura dello Stato? E poi da cosa trarrebbero giustificazione i maggiori compensi?
Il successivo punto stabilisce la ripartizione dei compensi tra gli avvocati secondo un criterio che appare singolare. All’avvocato generale spetterebbe il 10 per cento del compenso, il 40 per cento andrebbe all’avvocato al quale è stato affidato l’affare o il contenzioso. Una parte andrebbe ripartita tra tutti gli avvocati dell’ufficio ed il 10 per cento costituirebbe il rimborso forfettario per le spese generali e di funzionamento sostenute dall’amministrazione.
La proposta prevede che la valutazione delle performance dell’avvocato finalizzate all’attribuzione delle premialità venga effettuata dall’avvocato generale. Così come ai funzionari avvocati in servizio presso l’Ufficio legislativo e legale è previsto che si applichi il trattamento economico aggiuntivo previsto dall’articolo 29 (posizione organizzativa) del contratto collettivo regionale di lavoro per il comparto non dirigenziale del periodo 2002 – 2005.

L’approvazione dello schema di regolamento potrebbe rivelarsi l’ennesimo boomerang per il Governo della ‘Rivoluzione’ del presidente Crocetta e non solo per le possibili influenze sul Bilancio regionale. Il regolamento richiamato prevede che sia l’avvocato generale a valutare l’attività professionale svolta dagli avvocati dell’Ufficio legislativo e legale.
Previsione che sembra cozzare con quanto introdotto dal decreto legislativo n.150 del 27 ottobre 2009 di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni
E’ proprio il citato decreto legislativo n.150 del 2009 che istituisce presso tutte le pubbliche amministrazioni l’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) della performance sostituendo i servizi di controllo interno, previsti dal decreto legislativo 286 del 30 luglio 1999.
Tra i compiti svolti dall’Oiv vi è quello di “garantire la correttezza dei processi di misurazione e valutazione, nonché dell’utilizzo dei premi di cui al Titolo III, secondo quanto previsto dal presente decreto, dai contratti collettivi nazionali, dai contratti integrativi, dai regolamenti interni all’amministrazione, nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità”.

In Sicilia però non è ancora stato recepito il nuovo sistema di valutazione delle performance e succede anche che il presidente Crocetta e la sua Giunta regionale si ritrovino ad apprezzare il testo di una proposta di regolamento che contiene punti che appaiono in conflitto con la normativa nazionale in vigore.
Crocetta & C. stanno abituando i siciliani alle continue disattenzioni e disapplicazioni delle norme. Non è che questa vicenda celi il tentativo di garantire diverse posizioni apicali nella pubblica amministrazione regionale e contenere l’enorme contenzioso al quale potrebbe essere chiamato a rispondere il governatore, gli assessori e diversi dirigenti generali?
Questa brutta vicenda dà la misura dell’operato dell’esecutivo regionale: se questa è la ‘Rivoluzione’ tanto sbandierata all’opinione pubblica, beh, i siciliani possono farne certamente a meno.

 


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