Il PD incalza il Governo: “Crocetta e Marino riferiscano a Sala d’Ercole sui comitati di affari che stanno dietro le energie alternative”

L’INTERPELLANZA PORTA LA FIRMA DI ANTONELLO CRACOLICI E DEL CAPOGRUPPO, BALDO GUCCIARDI.

L’attacco non lascia margini di dubbio: “Energia. PD, interpellanza all’Ars: Marino e Crocetta riferiscano in aula sull’Eolico”. Insomma, il gruppo parlamentare del PD a Sala d’Ercole non dà tregua al presidente della Regione, Rosario Crocetta. Il governatore e l’assessore regionale alle Energie, Nicolò Marino, vengono formalmente invitati in Aula – cioè all’Ars – a chiarire che cosa si cela dietro il grande business delle energie alternative.

“L’assessore Marino e il presidente Crocetta – si legge in un comunicato del PD – riferiscano in aula sulle posizioni del Governo in merito al Piano energetico e alla vicenda dell’Eolico”.

Un ‘siluro’ piuttosto ‘pesante’, quello lanciato dal gruppo parlamentare del PD. Che colpisce al cuore e, in buona parte, ridicolizza l’antimafia di Crocetta, del senatore Lumia e di Confindustria Sicilia che, a parole, predicano la legalità ma, nei fatti, vengono chiamati a Sala d’Ercole a riferire i retroscena degli inghippi che stanno dietro le energie alternative.

La questione, ormai, non sta tanto nel fatto se il Governo Crocetta andrà o non andrà in Aula (ufficialmente il 10 Ottobre): potrebbe anche non andarci, perché la normativa, rigorosamente truffaldina – ovviamente approvata dall’Ars negli anni passati – prevede sanzioni, anche pesanti, per i Sindaci che non rispondono alle interrogazioni e alle interpellanze dei consiglieri comunali: ma non prevede sanzioni per il presidente della Regione e per gli assessori regionali che non rispondono in Aula a interpellanze e interrogazioni dei parlamentari. Insomma, arroganza del potere e cultura mafiosa trasferita nel ‘prodotto’ legislativo.

Ma questa volta il problema non sta nella risposta del Governo regionale che potrebbe anche non esserci: il problema sta nel fatto che è ormai di dominio pubblico che dietro il Governo Crocetta, piaccia o no al presidente ai suoi alleati, ci sono interessi poco cristallini. Cosa che spingerà il presidente e l’assessore Marino ad andare in Aula ‘pi cuntari ‘u cuntu’.

A conti fatti, l’interpellanza presentata dal parlamentare regionale Antonello Cracolici e dal presidente del gruppo Baldo Gucciardi rischia di produrre danni.

L’atto ispettivo del PD arriva dopo che, nei giorni scorsi, Nei giorni scorsi il gruppo del Partito Democratico all’Ars ha presentato una mozione per chiedere al Governo ribadire il ‘NO’ a nuove autorizzazioni per impianti eolici in Sicilia. Richiesta, quella del PD, che ha provocato gli interventi del presidente della Region Crocetta e dell’assessore regionale all’Energia Nicolò Marino.

Ma se il governatore Crocetta è stato cauto limitandosi ai suoi soliti annunci, l’assessore Marino ha risposto per le rime. Spiegando che la Regione non può bloccare gli impianti eolici fermando gli iter dei procedimenti amministrativi. Perché questo, ha precisato Marino, sarebbe una violazione di legge. La Regione, ha lasciato intendere Marino deve dire “no” dicendo “no” e assumendosene la responsabilità e non bloccando l’iter amministrativo dei procedimenti come spesso chiede la politica, scaricando su una burocrazia – non sempre preparata – responsabilità che sono amministrativa e penali.

“Le dichiarazioni rese alla stampa dall’assessore Marino – si legge nell’atto parlamentare – fanno esplicito riferimento all’esistenza di un cartello di interessi illeciti che, dapprima per i termovalorizzatori e adesso per altri impianti, condizionerebbero l’attività amministrativa”.

Il PD chiede dunque di “riferire in Parlamento nel merito delle dichiarazioni rese alla stampa e chiede di sapere se, relativamente agli elementi in suo possesso, l’assessore Marino abbia già provveduto ad informare la magistratura”.

Nell’interpellanza si chiede anche si conoscere “quali iniziative sono state assunte allo scopo di provvedere rapidamente alla realizzazione della cartografia definitiva nella quale indicare le ‘aree non idonee’ in Sicilia per la realizzazione degli impianti eolici e fotovoltaici”.

 

 

 


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