Il Palermo è convincente, ma solo a tratti Contro l’Empoli gettati al vento due punti

Tedino lo aveva detto ieri alla vigilia della partita: Palermo-Empoli sarebbe stata una sfida in cui i dettagli avrebbero fatto la differenza. Aveva ragione. Sono stati proprio i particolari a determinare il rocambolesco 3-3 maturato al Barbera. Particolari da intendere come eventi sliding doors in grado di cambiare l’inerzia e decidere le sorti di un match: la partita, un probabile antipasto di serie A misurando lo spessore delle due formazioni, avrebbe preso certamente una piega diversa se i padroni di casa avessero segnato nel primo tempo il gol del 3-0 dopo i primi venti minuti da urlo impreziositi da un super Coronado autore di un assist (su punizione in occasione della rete segnata di testa da Cionek), un gol e diverse giocate da antologia. E adesso certamente non staremmo commentando un pareggio dal sapore di beffa per l’undici di Tedino se, dopo il provvisorio 3-2 realizzato al 32′ della ripresa da un ottimo Gnahoré (il centrocampista, titolare nel 3-5-1-1 proposto da Tedino, ironia della sorte è stato anche l’autore del fallo costato nel recupero il rigore trasformato da Caputo), i rosanero avessero gestito con maggiore lucidità determinate situazioni.

In questo contesto, ovviamente, non vanno sottovalutati i meriti dell’avversario, diverso per qualità e struttura rispetto a Spezia e Brescia affrontate dai rosa nelle prime due giornate di campionato. Le ingenuità dei padroni di casa vanno di pari passo con la bravura di un Empoli che è stato premiato in zona Cesarini per non essersi mai disunito, soprattutto nel momento di maggiore difficoltà, per avere sempre creduto nella possibilità di uscire dal Barbera con un risultato positivo e, complice il calo di concentrazione di un Palermo a corrente alternata, per avere ripreso per i capelli una gara che dopo venti minuti sembrava ormai compromessa. In ogni caso, nonostante il rammarico per aver gettato al vento un successo che sarebbe stato molto importante soprattutto in termini di autostima, questo risultato offre al Palermo alcuni spunti sui quali riflettere e sui quali lavorare con l’obiettivo di compiere il salto di qualità: la squadra, ‘svantaggiata’ oggi dalla presenza in avanti di un Nestorovski post-Nazionale poco brillante, ha dato del filo da torcere ad una diretta concorrente per la promozione e ha dimostrato di essere molto competitiva in questo campionato di B ma deve crescere dal punto di vista della continuità nell’arco dei 90 minuti. Non basta uno splendido quarto d’ora per vivere di rendita e imporsi sugli avversari. In altri termini, una compagine come quella rosanero che vuole recitare un ruolo da protagonista in questa stagione non può e non deve sprecare occasioni come quelle che si sono presentate oggi perdendo, di fatto, due punti d’oro.

E merita un approfondimento anche lo studio relativo alla fase difensiva. Il calcio è una materia liquida in cui vale tutto e il contrario di tutto e in cui è facile essere smentiti: dopo avere mantenuto inviolata la porta nelle prime due gare di campionato il Palermo ha subìto oggi tre reti. Come i segnali incoraggianti lanciati in questo avvio stagionale non erano garanzia di totale affidabilità così le tre reti incassate contro i toscani, al netto degli errori commessi (anche di Tedino in relazione al cambio Coronado-Morganella nelle battute conclusive del match?) e delle sbavature mostrate dal portiere Posavec in occasione dei primi due gol subiti, non devono smontare le certezze acquisite finora. La verità sta in mezzo: il Palermo non è ancora un prodotto finito e deve trovare un equilibrio definitivo. Quell’equilibrio che oggi sarebbe servito per mettere il punto esclamativo su una partita ormai in pugno e dare un indirizzo preciso al proprio cammino.


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