Il Napoli non spaventa Novellino «Rispetto, ma ce la giochiamo»

La parola al campo. Il caos allenatore che negli ultimi giorni ha monopolizzato l’attenzione in casa Palermo non deve far passare in secondo piano un dettaglio che non è affatto irrilevante: domani sera c’è una partita da giocare e anche piuttosto delicata. Un’altra sfida molto importante in chiave salvezza. Dopo avere affrontato l’Inter a San Siro, i rosanero saranno impegnati in uno dei due posticipi della decima giornata del girone di ritorno (fischio di inizio ore 20,45) contro un’altra big del campionato. Al Barbera arriverà il Napoli, seconda forza del campionato. Un Napoli costretto a vincere per coltivare ancora il sogno scudetto e tornare subito a -3 dalla capolista Juventus che ieri sera ha battuto in casa il Sassuolo grazie ad un gol di Dybala. L’impegno dei rosa, quartultimi con 27 punti e con una sola lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione, sulla carta è proibitivo. Oltre alle individualità in grado di fare la differenza (su tutte il bomber Higuain autore di 26 gol in 28 giornate di campionato e ad una sola rete dal suo record personale stabilito nel 2009/10 con la maglia del Real Madrid), rispetto alle altre grandi del torneo i partenopei hanno un valore aggiunto rappresentato dalla qualità del gioco, frutto della bontà del lavoro portato avanti dal tecnico Sarri. Artefice principale della parabola delineata in questa stagione dagli azzurri, tornati al successo la scorsa settimana (3-1 casalingo contro il Chievo) dopo una leggera involuzione sul piano dei risultati (due sconfitte e tre pareggi nelle precedenti cinque gare ufficiali tra campionato ed Europa League).

Seguendo una logica, il Palermo domani dovrebbe partire battuto dato che il Napoli (la squadra con il secondo miglior attacco del campionato) affronterà una compagine nettamente inferiore sballottata, peraltro, da frequenti venti di rivoluzione, ma il calcio non è una scienza esatta e a volte sa disegnare traiettorie imprevedibili. In certi casi, sono proprio le situazioni di difficoltà a ricompattare un gruppo allo sbando e trasmettere le energie che servono per rigenerarsi. Il Palermo, affidato alla cura Novellino dopo le dimissioni irrevocabili presentate da Iachini, spera di rientrare in questa casistica dimostrando che l’ennesimo cambio in panchina è servito questa volta a dare una scossa e ad invertire il trend negativo.

«Torno in serie A, che avevo lascito nel 2008, e lo faccio con grande voglia ed entusiasmo – ha dichiarato il tecnico di Montemarano nel corso della sua prima conferenza da allenatore del Palermo – spero che con la mia esperienza possa dare un valido contributo ad una squadra giovane come quella rosanero. Sono convinto che, restando uniti, usciremo da questa situazione di difficoltà». La prima di Novellino sulla panchina del Palermo non è soft: «E’ bello affrontare una squadra come il Napoli, una formazione fortissima e che lotta per lo scudetto. Ho grande rispetto per i partenopei ma le partite bisogna giocarle e sono convinto che la mia squadra farà molto bene sul piano caratteriale. Un allenatore non può stravolgere tutto in pochi giorni – ha aggiunto – il primo step è lavorare sulla mente e sull’aspetto psicologico».

Novellino, che per il match di domani ha convocato 24 giocatori, vanta un primato: è l’unico allenatore alle dipendenze di Zamparini a non essere stato mai esonerato dall’imprenditore friulano: «Conosco il presidente dal ’98, ho sempre avuto un buon rapporto con lui. L’ho trovato più giovane, carico e anche più…allenatore. Spero di fare bene e di cancellare l’indifferenza che si percepisce in città intorno alla squadra. Indifferenza è una parola che non mi piace».

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