Il film sulla festa di San Giacomo premiato a Roma «Volevamo raccontare i siciliani uniti per qualcosa»

È un rito che si ripete da oltre sei secoli. A Capizzi, nel Messinese, ogni anno, il 26 luglio, i fedeli portano sulle spalle la vara di San Giacomo e con le travi del fercolo abbattono il muro di una casa in onore del Santo protettore del paese. Il racconto di quella giornata di festa è diventato un cortometraggio, Il giorno del muro, scritto e diretto dagli acesi Daniele Greco e Mauro Maugeri, ed è stato premiato come miglior documentario italiano al Roma cinema doc di maggio, il festival del cinema indipendente dedicato a documentari, cortometraggi e web serie italiani e internazionali. In 13 minuti gli autori siciliani raccontano solo con immagini e suoni remoti i gesti e i preparativi dei cittadini del piccolo borgo dei Nebrodi per il giorno del loro patrono. «Con questo corto abbiamo raccontato la terra – spiega Daniele Greco, autore e direttore del cortometraggio -. Ogni giorno, in quel paese, si lavora nei pascoli e nei campi. E i frutti di quel lavoro vengono offerti simbolicamente a San Giacomo il giorno della sua festa». 

Sul fercolo che trasporta le reliquie del santo ci sono infatti esposte le provole dei contadini. A tutti i presenti e ai fedeli vengono invece distribuiti dei biscotti, i «mustazzola – continua Daniele – dei dolci che un’unica famiglia di Capizzi prepara da centinaia di anni per il villaggio. E solo loro, i componenti della famiglia Marsioni, conoscono la ricetta che trasmettono ai discendenti». Così come viene tramandato ogni altro rito della festa, probabilmente dal 1435, in ricordo della spogliazione da parte degli spagnoli delle sacre reliquie di San Giacomo. Dal direttore della banda del paese, all’allevatore, all’artigiano «ognuno ha un suo ruolo e fa parte di precisi codici che si ripetono da secoli. Ma la voce che accompagna il santo è unica, ed è quella di un’intera comunità che vuole manifestare la sua forte identità». L’abbattimento del muro, invece, non ha un unico significato simbolico, ma «sicuramente, tra le varie letture del gesto, c’è quella di ricordare che la luce vince sulle tenebre», spiega Greco.

Il giorno del muro si inserisce in un ciclo di corti, prodotti dall’associazione Sicily folk doc, che racconta le feste religiose siciliane attraverso i quattro elementi della natura. Il primo lavoro cinematografico ha avuto come protagonista l’aria ed era il racconto della festa dell’Assunzione di Maria di Randazzo. Poi è stato il momento della terra, con Il giorno del muro. Ed è già pronto il terzo corto sul giorno della Madonna di Santa Maria la Scala, narrato attraverso l’acqua. Il documentario prima di essere premiato nella Capitale è stato presentato a diversi festival internazionali, dagli Stati Uniti, a Montreal a Lione per citarne alcuni, ed è stato apprezzato e accolto con grande interesse. 

Il breve film è stato prodotto dall’associazione culturale Scartiche organizza ogni anno la rassegna di cinema breve Magma ad Acireale, anche grazie a una raccolta di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso. La scelta dei due filmaker etnei di raccontare le feste religiose della Sicilia non sembra dettata dal desiderio di immortalare qualcosa che non sopravviverà al tempo. «In ogni borgo abbiamo visto ragazzi appassionati a queste tradizioni e mi sembra molto lontano il rischio che le nuove generazioni possano non raccogliere il testimone. Volevamo solo raccontare la Sicilia del fare – conclude Daniele Greco -. Quei posti dell’Isola in cui le persone lavorano insieme per realizzare qualcosa».


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