Migranti, la guardia costiera libica spara contro una ong italiana. «Raffiche di mitra durante il soccorso»

Spari contro una ong italiana in acque internazionali. Ieri pomeriggio mentre la nave Mare Jonio – dell’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans – stava compiendo un soccorso in acque internazionali, la guardia costiera libica ha esploso alcuni colpi di mitra. L’operazione della ong si sarebbe svolta tra le 90 e le 100 miglia dalla costa libica, in acque internazionali. «Mentre soccorrevamo una barca di circa 7 metri, alla deriva e sovraccarica – dice Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans – è arrivata una motovedetta libica, con un centinaio di migranti già a bordo, e ha cercato di impedire le operazioni, piombando sul posto e sparando anche raffiche di mitra».

Il personale di soccorso ha «continuato le operazioni, mettendo in salvo le persone che stavamo recuperando e prendendo a bordo quelli che nel frattempo si erano buttati in mare dalla motovedetta libica». La nave Mare Jonio è attesa a Pozzallo intorno alle 13:30. Le persone salvate «sono tutte traumatizzate – continua Casarini – diverse sono state anche picchiate con bastoni e il calcio dei fucili. Abbiamo le riprese di quanto accaduto. Chiediamo un’accoglienza rispettosa». Tra le 58 persone soccorse anche una donna con il marito e due minori non accompagnati. Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. «Una motovedetta del paese africano ha sparato colpi d’arma da fuoco, provocando la caduta in acqua di diversi migranti», dice Ammatuna.

Il sindaco di Pozzallo sostiene che alcune fonti riferiscono che le imbarcazioni erano più d’una e molti migranti sono stati caricati sulla motovedetta e riportati in Libia. «Una vera e propria operazione di guerriglia a danno di persone inermi – aggiunge il sindaco di Pozzallo – oltreché contro un’imbarcazione italiana. Occorre che il governo italiano intervenga urgentemente per salvaguardare i nostri connazionali impegnati in operazioni umanitarie e tuteli anche esseri umani indifesi». Secondo alcune agenzie di stampa sarebbero state allertate le autorità sanitarie per potenziare l’assistenza in banchina, con l’aiuto di una équipe di psicologi.


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