Governo e presidenza dell’Ars cercano di screditare i parlamentari 5 Stelle?

LA DOMANDA E’ LEGITTIMA PERCHE’, COME DENUNCIA IL GRUPPO PARLAMENTARE DEI GRILLINI, SONO STATI DIFFUSI DATI FALSI. A SPENDERE DI PIU’ PER I COLLABORATORI, CARTE ALLA MANO, SONO GLI ALTRI GRUPPI

“Non ci stiamo. Si sta facendo di tutto per fare passare la bufala che costiamo più di tutti gli altri gruppi e che addirittura rischiamo di mandare in tilt i conti dell’Ars”.

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle di Sala d’Ercole respinge con fermezza le ultime voci veicolate dalla stampa.

“All’Assemblea – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo – lo scorso anno, tra le varie rinunce (indennità di carica, esercizio del mandato e trasporto su gomma), abbiamo lasciato circa 600 mila euro, una volta e mezza, cioè, la somma che serve per i collaboratori del nostro gruppo, per i quali l’Assemblea non ha previsto i fondi. E questo senza contare il milione di euro circa decurtato dai nostri stipendi e messo da parte per il microcredito”.

“Dalla stampa – continua Mangiacavallo – apprendiamo ora che i conti dell’Ars rischiano di andare in tilt per 400 mila euro da destinare ai nostri collaboratori. E’ un problema che non abbiamo creato noi, anzi. In sede di approvazione della spending review, Pdl, Udc, in svariate occasioni, ci era stato assicurato che per questi contratti non ci sarebbe stato alcun problema. Delle due l’una: o all’ufficio di presidenza sono stati negligenti o, peggio, dietro c’era un disegno ben preciso per colpirci al cuore, per limitare notevolmente la nostra azione che, evidentemente, dà molto fastidio”.

“Quello che chiediamo – affermano i deputati del Movimento 5 Stelle – è solamente che venga applicata la legge che loro hanno votato”.

Il Movimento mira a fare chiarezza anche sui numeri, pubblicati da diverse testate in maniera spesso fuorviante, che hanno accreditato il fatto che i collaboratori del gruppo 5 Stelle sono i più numerosi dell’Ars.

“Falso anche questo – sottolinea Mangiacavallo -. Tra stabilizzati e collaboratori a vario titolo, ad esempio, il PD ha quasi il doppio dei nostri collaboratori. Molti di più ne ha pure l’ex Pdl. Perfino l’Udc ne ha di più, pur avendo quattro deputati in meno”.

Illuminante in questo senso è il rapporto deputati/collaboratori che va dal 2,36 del M5S, il più basso dei tutta l’Assemblea, al 5,25 del Pid-Cantiere Popolare.

Non solo – conclude Mangiacavallo – a questo va aggiunto il fatto che gli stipendi dei nostri collaboratori sono tra i più bassi dell’Assemblea” .

Nota a margine

Com’era prevedibile, il sistema dei Partiti politici tradizionali della Sicilia, non sapendo come colpire chi, alla fine, denuncia il malaffare (vedi la battaglia del gruppo parlamentare grillino sulla vergognosa sanatoria edilizia nelle aree vincolate messa in piedi dal Governo regionale e dal Comune di Palermo), cerca di far passare la tesi che i collaboratori del gruppo parlamentare all’Ars del Movimento 5 Stelle costerebbero molto.

In realtà – come hanno documentato gli stessi parlamentari grillini di Sala d’Ercole – le cose stanno molto diversamente. Il problema – per i Partiti tradizionali – è duplice: i collaboratori del gruppo parlamentare grillino non solo guadagnano meno e costano meno, ma sono molto efficienti. Nel senso che stanno iniziando a monitorare, in chiave positiva per la Sicilia, tutti gli imbrogli e le schifezze portate aventi dalla vecchia e paludata politica siciliana.

La verità è che i grillini hanno messo su un gruppo di lavoro affiatato, collegato con i territori. Professionisti che cercano di far venire fuori, ‘dal basso’, tutto quello che la mala politica siciliana cerca di nascondere ‘dall’alto’. La reazione della vecchia partitocrazia è rabbiosa, ma goffa.

Ci meravigliamo che a questo gioco un po’ squallido stia prestando il fianco anche la presidenza dell’Ars, anche se in modo felpato, farisaico e gesuitico. Ci rendiamo conto che l’Udc siciliana fa parte del Governo: ma mettere in giro notizie sbagliate solo per appannare l’immagine di avversari politici non è il massimo. Anzi. Anche perché, alla fine, la verità viene a galla.

 

 


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