Giallo a San Mauro, raid vandalici nella notte Colpite anche auto del vicesindaco e consiglieri

Una serie di raid vandalici da circa dieci giorni tengono sotto scacco gli abitanti del comune di San Mauro Castelverde, nel Palermitano. All’inizio sembrava solo una questione privata, indirizzata a due fratelli e a loro cognato. Dieci giorni fa, infatti, a tutti e tre sono state tagliate le gomme delle auto. La stessa sorte, qualche giorno dopo, è toccata anche al mezzo di un altro cittadino e, stavolta, è stato distrutto pure il lunotto. Poi, però, gli episodi si sono moltiplicati a dismisura e nelle mire del misterioso vandalo sono finite le auto di numerosi esponenti del consiglio comunale: tra questi il vicesindaco Giorgio Pace, il marito della capogruppo dell’opposizione, i familiari di consiglieri di maggioranza e di minoranza. 

A tutti è arrivato un identico messaggio intimidatorio: sono state danneggiate le gomme delle auto. E per tutti si è ripetuta la stessa dinamica: i raid sono avvenuti di notte, mentre le vetture sostavano in strada. Solo nel caso del vicesindaco i vandali sono entrati nel suo box privato, anche se la porta rimane sempre aperta. A quel punto nel piccolo paese delle Madonie si è diffuso un forte allarme sociale e i casi sui quali stanno indagando i carabinieri sono in tutto dodici.

«Questi raid vandalici stanno destando molta preoccupazione – ha detto a MeridioNews il primo cittadino Giuseppe Minutilla, esponente di una lista locale di centro destra -. Inizialmente avevamo ipotizzato un fenomeno di emulazione ma, dopo la comparsa della striscia di sangue, non sappiamo più cosa pensare». A rendere ancora più fosco il contesto, infatti, anche la scoperta di una scia di sangue in prossimità di un’abitazione. Al momento i carabinieri stanno indagando sugli episodi per scoprire l’esistenza di una matrice comune. 

Nei giorni successivi, a ogni modo, si sono stati registrati altri danneggiamenti. «Al momento nessuno ha ricevuto minacce e pressioni di alcun genere – prosegue – e tendo a escludere che questi raid abbiano una matrice politica. C’è tuttavia un clima pesante, la gente non si sente sicura». Il primo cittadino si è anche rivolto al ministro dell’Interno per chiedere che sia attivato almeno un sistema di videosorveglianza. Ormai sono in pochi a sperare che si tratti del gesto di qualche balordo. «Non è semplice trovare una spiegazione – ribadisce – non rimane che attendere i risultati delle indagini. Solo allora – conclude – avremo un quadro più chiaro».


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