Gela al ballottaggio, i Cinque stelle ci credono «Greco (Ncd)? Avversari, ma battaglie comuni»

Stanno incassando gli endorsement di chi, fino a due settimane fa, era loro avversario. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Lucio Greco, arrivato per un soffio terzo al primo turno. Il Movimento Cinque stelle gelese si avvia al voto del ballottaggio del 14 e 15 giugno con una fiducia che, forse per scaramanzia, rimane sempre sottotraccia. Il candidato Domenico Messinese, tecnico informatico di Telecom, sa bene che il suo successo sarebbe un grosso smacco anche per il governatore regionale Rosario Crocetta, nella città che finora si è mostrata il suo feudo elettorale. Il presidente si sta spendendo molto in questi ultimi giorni di campagna elettorale e ieri ha definito Greco «la sesta stella del Movimento cinque stelle, anzi la stella cometa». E ha messo l’etichetta di «albergo per riciclati della prima Repubblica» allo stesso M5s. Ma i grillini tirano dritto e rilanciano: «Dopo Gela miriamo alla Regione».

Il sindaco uscente Angelo Fasulo, dopo il primo turno in difesa, è passato all’attacco, denunciando la cattiva amministrazione dei Cinque stelle nei Comuni che già amministrano: Bagheria e Ragusa. Come si spiega il suo cambio di strategia e come state reagendo?
«Semplice, Fasulo non vuole dare conto dei suoi cinque anni di sindacatura. A noi sinceramente quello che fa l’attuale sindaco interessa ben poco; abbiamo sempre parlato con i nostri concittadini dei problemi di Gela, perché noi non siamo candidati per governare altre città della Sicilia».

E allora andiamo a Gela. Dal protocollo firmato con l’Eni a novembre dipende il futuro della Raffineria. Voi avete detto che così com’è non va bene e dev’essere rivisto. In che modo si può intervenire su un accordo che ha anche l’approvazione del governo nazionale?
«Intanto i protocolli devono essere attuati e invece molti, nel corso degli anni, sono stati disattesi. Negli ultimi mesi sono cambiate alcune cose: grazie a una proposta del Movimento cinque stelle in Parlamento è stata approvata una legge (la cosiddetta legge sugli ecoreati ndr) che punisce chi inquina. In secondo luogo Gela è stata riconosciuta area di crisi complessa. È vero che questo provvedimento al momento è un documento è vuoto, perché non ci sono soldi a sostegno di questa iniziativa, tuttavia è importante perché si prende atto che questa è una zona in cui la mancanza del lavoro è particolarmente grave. Noi vogliamo avere chiarezza sulla bioraffineria, vogliamo piani industriali credibili perché finora le informazioni sono aleatorie. Ad esempio non si capisce quanti occupati ci saranno nella nuova bioraffineria. Se dovessero essere le 800 unità previste nel protocollo, sono molte meno anche rispetto al recente passato.

Problema grave per Gela è la carenza di acqua. Al momento il contratto con la società spagnola Caltaqupare impossibile da rescindere, a causa delle pesanti penali previste. Come si può intervenire per garantire una fornitura di acqua potabile 24 ore su 24?

Premesso che non è vero che il contratto con Caltaqua non si può rescindere, il problema non è infierire o meno su una società. Noi diciamo una cosa molto semplice: vi è un contratto e loro devono darci la fornitura così come stabilito. Noi abbiamo le mani libere per farlo. L’assenza o la cattiva fornitura idrica rappresenta anche un problema di salute, ed il sindaco è il primo tutore della salute dei cittadini.

Altra nota dolente della città: il turismo. Lei ha parlato di albergo diffuso da realizzare in centro storico. Come si fa in assenza del Piano Regolatore Generale che manca alla città da 50 anni?

L’albergo diffuso si può fare tranquillamente grazie a una recente legge della Regione Siciliana che è stata approvata su proposta del M5S, e che consente di utilizzare gli edifici già esistenti. All’interno di un perimetro ben definito si possono utilizzare case normali come fossero camere d’albergo.

Non serviranno cambi di destinazione d’uso?

No, saranno simili a B&b però con le peculiarità di un albergo. A livello normativo dunque non vi sono grossi difficoltà. Il problema invece è rilanciare effettivamente Gela, perché la città soffre di un debito d’immagine notevole. Recuperando il gap non soltanto a livello mediatico ma anche in termini di bonifica del territorio e creazione di infrastrutture a contorno.

La notizia delle ultime ore è il sostegno di Greco, che viene dal Nuovo centro destra. Perché questa scelta, da alcuni giudicata incoerente rispetto alla linea tradizionale dei Cinque stelle di non stringere alleanze?

Continua il depistaggio mediatico. Io ho un programma elettorale ben preciso, la squadra dei sei assessori appena depositata, un’unica lista nella scheda elettorale. Noi non abbiamo chiesto niente e Greco altrettanto. Io parlo con tutti, non ci sono sette, né destra né sinistra. Faccio notare come Greco, che è un avversario politico e non certo un nemico, abbia portato avanti battaglie simili alle nostre: quella per l’acqua pubblica, quella sull’amianto, sul protocollo d’intesa, sulle bonifiche. Io sono talmente trasparente che la foto con Greco me la sono fatta alla luce del sole, anzi la rifarei subito.


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