Sono oltre 1500 le persone evacuate dalla propria abitazione che, in questo momento, si stanno registrando al Comune di Niscemi. Il numero degli sfollati è, però, destinato a salire. E tra i cittadini riuniti sotto il colonnato del Municipio si respira lo sconforto. «Stiamo vivendo un inferno», dicono a MeridioNews. E forse alcuni di loro […]
Foto di Salvo Cocina
Niscemi, cresce il numero degli sfollati. Gli esperti: «La frana continua», «alcune case resteranno inabitabili»
Sono oltre 1500 le persone evacuate dalla propria abitazione che, in questo momento, si stanno registrando al Comune di Niscemi. Il numero degli sfollati è, però, destinato a salire. E tra i cittadini riuniti sotto il colonnato del Municipio si respira lo sconforto. «Stiamo vivendo un inferno», dicono a MeridioNews. E forse alcuni di loro non sanno ancora che a casa non ci torneranno mai, per una zona rossa che sarà permanente.
Il punto con l’ingegnere volontario di UniCt

La frana, intanto, non accenna a diminuire ed è tutt’ora in corso. Lo conferma al nostro giornale l’ingegnere niscemese Gianfranco Di Pietro che, insieme ad altri tecnici dell’Università di Catania, sta fornendo il proprio contributo all’amministrazione come volontario: «Stiamo monitorando la situazione, perché il terreno è ancora in movimento». «In questo momento alcuni esperti di fama nazionale, insieme ai vigili del fuoco, stanno sorvolando la zona e facendo le loro valutazioni – spiega ancora l’ingegnere Di Pietro -. Tutte le decisioni sono state prese ieri per precauzione dal capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, e dalle istituzioni. Per il resto, a livello tecnico, non abbiamo ancora un quadro chiaro».
La protezione civile nazionale: «Alcune case saranno inabitabili»
Di sicuro c’è solo che alcune abitazioni non potranno mai più tornare ai loro abitanti. «Ci sono delle case sul coronamento della frana che non potranno più essere popolate, quindi è necessario ragionare con il sindaco per la delocalizzazione definitiva di queste famiglie». Lo dice chiaramente Fabio Ciciliano, a capo della Protezione civile nazionale, durante il suo sopralluogo a Niscemi. «Tutte le altre considerazioni sono, al momento premature – concorda con gli altri esperti -. Bisogna attendere che l’acqua ancora presente nel sottosuolo defluisca e che la parte che sta scendendo si fermi . Solo allora potrà essere fatta una valutazione più accurata».