Fondi europei per recuperare gli immobili dismessi Catania e Acireale provano a incrementare alloggi

Progetti per il riutilizzo di alcuni alloggi da consegnare a chi ne ha bisogno. Un’idea che i Comuni di Acireale e Catania, insieme all’ex Istituto autonomo case popolari (Iacp), hanno messo in programma e che potranno realizzare entro il 2023. L’obiettivo delle due città è partito nel 2019, contenuto all’interno di Agenda Urbana – piano europeo per promuovere lo sviluppo sostenibile – e approvato nel 2020 attraverso l’avviso denominato Seconda Finestra, è quello di recuperare alcune abitazioni dismesse per motivi di semplice abbandono o perché devono essere messe a norma sul piano amministrativo. Una volta individuati gli immobili da recuperare, entro questo mese di aprile, i Comuni dovranno presentare i progetti per le ristrutturazioni. Che, se ritenuti validi, saranno finanziati con oltre due milioni appartenenti ai fondi europei Po Fesr 2014-2020. 

A Palazzo degli Elefanti per quest’ultimo intervento il Comune starebbe ancora lavorando insieme ai Lavori pubblici per il recupero di dieci alloggi. Ma al momento nessun progetto sarebbe stato messo in cantiere. «Con l’avviso Prima finestra, sempre all’interno di Agenda urbana, a ottobre, abbiamo individuato 14 plessi tra i beni confiscati alla mafia da poter far finanziare con oltre 800mila euro. Mentre, per questo secondo appello, che scade il 29 aprile stiamo lavorando di concerto con gli uffici ai Lavori pubblici: ma pensiamo a circa dieci immobili da recuperare. Come ci siamo fatti trovare pronti per la Prima finestra, lo faremo anche in questo caso».

Ad Acireale, invece, le idee sembrano più chiare. «Già in precedenza avevamo presentato alcuni progetti per 12 alloggi del centro città, in zona Piazza Dante, con valore strategico importante – afferma il vicesindaco Carmelo Grasso – Questi immobili erano in parte abbandonati o non fruibili perché si doveva cambiare la destinazione d’uso per renderle abitabili. Adesso li abbiamo acquisiti all’interno del patrimonio Comunale ed entro il 2023 potranno essere consegnati». Con questo secondo avviso di Agenda urbana, l’amministrazione del sindaco Stefano Alì ha pensato di attuare lo stesso procedimento per circa 12 appartamenti di via Cordovado. «Aspettiamo che le idee che abbiamo messo sul tavolo per questi ultimi appartamenti vengano valutate – continua Grasso – Questa iniziativa ci ha permesso di fare un primo studio in cui cercheremo di provare in parte ad affrontare l’emergenza abitativa di alcuni acesi». Una volta approvati i progetti, si dovranno concludere i lavori nel giro di due anni. 

Agenda urbana è un programma europeo che cerca di incentivare i Comuni all’adozione di misure a basso inquinamento e per una decisa innovazione tecnologica. Oltre quello dello sviluppo urbano sostenibile, tra i punti di Agenda urbana figurano, infatti, l’aumento della mobilità, il miglioramento del patrimonio ai fini turistici e della digitalizzazione del sistema urbano e amministrativo. Acireale e Catania, in questo senso, hanno già pensato a delle prime iniziative: rientrano in Agenda urbana nodo intermodale che nascerà vicino alla nuova fermata Cappuccini, la realizzazione di piste ciclabili, l’acquisizione di autobus a basso impatto da parte delle due città e iniziative a sostegno delle categorie fragili.

Secondo Dario Gulisano, responsabile delle Politiche abitative di Cgil Catania, tutto questo può essere di buon auspicio, ma non basta. «Attendiamo i progetti che presenterà il Comune, anche se rimangono vari punti interrogativi su questo fronte – sottolinea – Abbiamo ancora cinque mila persone che sono in graduatoria nell’attesa dell‘assegnazione di una casa. Nel 2019 abbiamo avuto 529 sfratti su oltre due mila richieste di esecuzione. E, anche se per il momento abbiamo il blocco degli sgomberi dovuto alla pandemia, presto riprenderanno. Senza contare che non è stato ancora erogato il bonus regionale per il sostegno agli affitti relativo al 2018. A Catania nei prossimi anni ci sono degli appartamenti da consegnare, ma sono sempre pochi a fronte della domanda elevata». Risale proprio allo scorso marzo, infatti, l’accordo fatto dal Palazzo degli Elefanti con l’ex Iacp per destinare i 144 alloggi popolari delle due Torri a Librino. A questi si aggiungono i 96 alloggi al palazzo di cemento e i 24 appartamenti di viale Moncada, dove insiste ancora il cantiere per completare le opere. «Nello stesso quartiere è previsto Librino moderna – aggiunge Gulisano – Una proposta di finanziamento per 64 case. Buone proposte, ma l’emergenza abitativa è ancora forte e continua a non essere messa tra i punti primari: non solo dall’amministrazione comunale, ma anche da parte della Regione e dal governo».


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