Dopo il via libera dell’aula all’articolo 1 della manovra finanziaria regionale – relativo agli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato -, si infittisce oggi il dibattito. Senza, però, dimenticare gli episodi significativi di ieri. Il supporto dei franchi tiratori alla delegittimazione della Finanziaria sono un allarme che non può essere ignorato. Con due […]
Finanziaria 2025, voto lento per evitare i proiettili: la seduta di oggi, articolo per articolo
Dopo il via libera dell’aula all’articolo 1 della manovra finanziaria regionale – relativo agli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato -, si infittisce oggi il dibattito. Senza, però, dimenticare gli episodi significativi di ieri. Il supporto dei franchi tiratori alla delegittimazione della Finanziaria sono un allarme che non può essere ignorato. Con due capitomboli dopo i quali la maggioranza teme per il proprio futuro. Rispetto ai cosiddetti articoli ordinamentali – di cui una ventina sarebbero stati presentati dalle opposizioni -, nei corridoi si vocifera che la maggioranza, accusata di aver gonfiato la Finanziaria, possa fare un passo indietro. Stralciandone circa una quarantina, compresi quelli avanzati dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca. Si procede, intanto, anche oggi al voto dei successivi articoli della Finanziaria della Regione Siciliana.
Approvato l’articolo 2: assunzioni per investimenti iniziali
Accantonato l’articolo 3 – per approfondimenti sugli emendamenti e sperando in tempi migliori – l’aula riparte dalla riscrittura dell’articolo 2. Sugli incentivi a sostegno delle assunzioni per progetti di investimento iniziale. Sono state accolte dal governo le proposte di modifica. Un ennesimo passo indietro dell’esecutivo regionale. Dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino arriva un chiaro segnale di richiesta di tregua: «Abbiamo ascoltato con interesse gli interventi e il governo è disponibile al dialogo e ad accogliere le proposte». Tra le modifiche in itinere, è stato eliminato il riferimento relativo al decreto del presidente della Regione. Ma anche la riproduzione dei casi relativi alla maggiorazione del 15 per cento e le modifiche tecniche. Modifiche anche al comma 2bis, che circoscrive i parametri per il calcolo del beneficio e in materia di violazioni e sicurezza. La strada del voto degli articoli della Finanziaria della Regione, insomma, è già piena di check-point.
Seduta sospesa, si riparte dall’articolo 3: il south working
Lavorare da remoto, in Sicilia, per aziende nel resto d’Italia o all’estero. Si tratta di «una misura con un’importanza centrale», sponsorizza le scelte governative Fabrizio Ferrara, presidente della V commissione Cultura, Formazione e Lavoro. Già proposta nella manovra quater, ma bocciata con il voto segreto. Un’apertura, con modifiche e miglioramenti, come sugli spazi collettivi, è arrivata dal Pd. Meno flessibile il M5s, con la deputata Stefania Campo: «È una misura spot. Tanti giovani lasciano la Sicilia. Bisogna creare lavoro qui e non sperare in un lavoro fuori, da fare a distanza». Proposte di allargamento sono arrivate anche dalla maggioranza: con il meloniano Salvatore Scuvera e l’azzurro Salvatore Tomarchio. Più critico, invece, il collega Alessandro De Leo (Fi), che punta il dito contro le opposizioni. E sottolinea come «già in commissione Attività Produttive avevamo evidenziato delle criticità. Sospendiamo e facciamo una sintesi». Ma il tempo scorre. E la maggioranza avanza lenta per evitare i franchi tiratori. E le gastriti dovute al panettone amaro che li aspetta.
Passa l’articolo 3, dopo la riscrittura del governo
Dopo oltre un’ora di pausa – la prima di una lunga giornata -, la seduta è ripartita, guidata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il governo ha accolto alcune proposte e modifiche avanzate dai deputati: sia di maggioranza che, soprattutto, d’opposizione. Rimandate alcune iniziative, come quella di allargare la platea: come annunciato dall’assessore Dagnino, si vedrà in futuro, già a gennaio. La pausa, sostanzialmente, è stata chiesta dal governo per la riscrittura dell’articolo 3. «Appoggeremo questa misura, ma abbiamo dei dubbi sulla rendicontabilità, sulla messa in campo e un’eventuale impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri» dichiara il capogruppo del M5s Antonio De Luca. Augurandosi, aggiunge, «che non siano norme senza riscontro pratico». Così l’articolo 3 è stato, finalmente, approvato. La seduta, però, è stata sospesa e rinviata alle ore 16.40.
Stallo all’articolo 8: le liste di attesa negli ospedali
Dopo oltre due ore e mezza di attesa, è finalmente ripresa la seduta in aula, presieduta dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. La lunga pausa pranzo di Sala d’Ercole è stata una di quelle che produce gastrite, fatta di malumori e tensioni, tra le agitazioni del centrodestra e la ricerca di accordi con le opposizioni. Si è deciso, quindi, di ripartire dall’articolo 4: quello sulla Zes. Accantonato – su richiesta del capogruppo del M5s De Luca – insieme a un altro gruppo di articoli. Si tratta dell’articolo 5 (incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili), articolo 6 (disposizioni in materia di tassa automobilistica regionale) e dell’articolo 7 (fondo per l’editoria). Per avviare una «fase di riflessione e riscriverli. Sono interventi importanti, ma mal posti all’Assemblea». La discussione è così ripartita dall’articolo 8. Quello sulle liste d’attesa sanitarie. Ma è arrivato, quasi subito, lo stallo. A causa dell’intervento del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. Che ha puntato il dito contro l’assessorato alla Salute e l’assessora Daniela Faraoni.
Prosegue l’empasse: ancora in discussione l’articolo 8
La discussione procede con lentezza. L’obiettivo della presidenza di Ars sarebbe quello di approvare, nella seduta odierna, altri 4 articoli oltre all’articolo 8, che è in discussione al momento. Si tratterebbe degli articoli 10, misure di contrasto al disagio sociale, il 13, settore della forestazione, il 14, l’istituzione della cabina di regia regionale per le specie esotiche invasive e il 15, sugli gli ex Pip. Sembra che saranno posticipati l’articolo 9 sull’erogazione degli assegni in favore di persone con disabilità gravissima e gli articoli 11 e 12. Quelli relativi agli Enti locali e la finanza locale, capitoli che avevano acceso il confronto alla vigilia.
Possibile un maxi emendamento
Sembra la fine vita il destino degli ordinamentali. Che potrebbero essere stralciati integralmente, come anticipato dall’assessore Dagnino nelle sedute scorse. Il loro destino sembra essere quello di costruire un collegato che potrà essere successivamente votato in aula nel mese di gennaio. Per quelli di spesa di carattere generale la novità è che si profila la possibilità di un maxi emendamento, un modo per provare una scrematura e trovare un accordo tra maggioranza e opposizione.
Approvato l’articolo sui forestali
Dopo una serie di interventi, quello della forzista Margherita La Rocca Ruvolo che, per fare sponda al governo, chiede ulteriori chiarimenti all’assessore Faraoni. Il capogruppo del Pd Michele Catanzaro chiede invece di passare direttamente all’articolo 13, relativo ai forestali. Le opposizioni sembrano essere passate in difesa: dichiarando di essere pronte a votare subito la misura. Per evitare le presunte voci di ostruzionismo provenienti dal mondo sindacale, e accusando il governo di non aver mai proposto una riforma. Sul possibile uso del voto segreto rilancia il presidente della commissione Antimafia Antonello Cracolici: «C’è stata una spinta che sollecitava la maggioranza, formale e non sostanziale, a vendicarsi del video di un deputato di maggioranza che parlava dell’approvazione di questa misura». E nel merito dell’articolo, Cracolici dichiara: «Lo voteremo, ma le risorse sono solo per il 2026. E per il 2027 e il 2028?Questa, inoltre, è una misura che prevede la privatizzazione del settore forestale, con le risorse dirottate direttamente ai parchi archeologici».
È poi intervenuto il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate: «È uno degli interventi più qualificanti di tutte le manovre realizzate. Abbiamo dato risposte agli Asu, ai Consorzi di bonifica e lo abbiamo fatto per tanti enti. Ci permette di far passare i lavoratori da 78 a 101 giornate e da 101 a 151 giornate. Un intervento che altri governi non sono riusciti a portare avanti». E aggiunge: «Dobbiamo assicurarci che le aziende provinciali possano portare avanti progetti per la piantumazione, la realizzazione di opere, stradelle, muri a secco e di contenimento, anche per la parte alluvionale oltre che per gli incendi, per permettere altre giornate lavorative oltre quelli stabilite per legge. Spero l’assessore chiarisca sulle risorse per gli altri anni, così da allontanare le speculazioni. Con orgoglio dico che questo è un intervento che come gruppo abbiamo portato sul tavolo e che il presidente Schifani ha portato avanti».
L’assessore Sammartino annuncia la riforma dei forestali nel 2026
Il governo, in questo caso, non si è negato nulla. Cercando di mettere sul piatto le carte migliori. «Affronteremo la riforma dei forestali a inizio 2026», risponde sulla pianificazione dei prossimi anni l’assessore allo Sviluppo rurale Luca Sammartino. «Abbiamo incrementato i mezzi – dichiara l’assessore all’Ambiente Giusi Savarino – e, con i fondi Pon Sicurezza, abbiamo individuato degli strumenti innovativi di controllo del territorio. Come la control room che partirà a breve. Abbiamo aumentato le pene e potremmo individuare più facilmente i piromani. Ma non possiamo fermarci, perché dobbiamo pensare ad assumere nuovi giovani per far fronte ai pensionamenti. In un settore che va riformato, garantendo prevenzione e antincendio. Ci vedremo nelle Commissioni e nelle prossime riunioni per collaborare». Alla fine l’articolo 13 – dopo l’approvazione di un emendamento governativo, di natura tecnica – è stato approvato. Così come è stato approvato – velocemente e senza eccessive polemiche – anche l’articolo 14, relativo all’istituzione della cabina di regia regionale per le specie esotiche invasive. Accantonato invece, rispetto alle previsioni, l’articolo 15 sugli ex Pip. L’aula è stata sospesa e rinviata a domani alle ore 11.