Emergenza abitativa, lettera aperta del Sunia a Mattina Darwish: «Misure inadeguate spingono all’abusivismo»

«Decine di famiglie sono state spinte all’abusivismo e alle occupazioni dal disagio creato dalle politiche fallimentari in materia di emergenza abitativa». Quelle di Zaher Darwish, responsabile del Sunia, il sindacato degli inquilini che fa capo alla Cgil, sono parole di fuoco contro il diritto alla casa negato. Il tema è tornato d’attualità in questi giorni, dopo che l’assessore alla cittadinanza sociale Giuseppe Mattina aveva parlato di 1800 famiglie in lista d’attesa per l’assegnazione di un alloggio e della necessità di rivedere le graduatorie. Una sorta di censimento che dovrebbe fotografare anche le realtà in cui l’abusivismo prolifera, con l’occupazione di case da parte di chi in graduatoria non è inserito. 

Proprio oggi il Sunia ha inviato una lettera aperta all’assessore Mattina per collaborare nella definizione della reale situazione dell’emergenza abitativa a Palermo. Questa realtà, infatti, per il sindacalista non può essere accantonata semplicisticamente: «L’assessore dice in sostanza che le graduatorie dell’emergenza abitativa non corrispondono alla realtà – argomenta Darwish contattato da MeridioNews – Alcune famiglie, infatti, non avrebbero il diritto alla posizione attuale e i dati dovrebbero essere aggiornati. Ma in Sicilia, e a Palermo in particolare, non si è fatto molto da circa quindici anni: non si è intervenuti sulla graduatoria e sul degrado diffuso degli immobili Erp (edilizia residenziale pubblica, ndr) e non è stata fatta un’analisi della situazione della crisi economica attuale». A questo punto il j’accuse: «Si è lasciato tutto a dei funzionari che invece di confrontarsi con delle famiglie in carne e ossa hanno pensato di rapportarsi con carte e cartacce. Hanno adottato delle misure che hanno aumentato il disagio e hanno spinto all’abusivismo e all’illegalità decine di famiglie». 

Il sindacalista porta all’attenzione alcuni idealtipi di condizioni in cui l’abusivismo e le occupazioni potrebbero essere stati la diretta conseguenza di politiche miopi che poco avrebbero tenuto in considerazione situazioni di oggettiva difficoltà: «Sono stati dichiarate decadute dal diritto all’alloggio diverse famiglie – spiega – perché non erano più nella condizione di pagare e successivamente non è stato applicato loro il canone di affitto derivante dagli accordi territoriali, inferiore al prezzo di mercato. Chiaramente ci si trova a ingrossare le fila dell’abusivismo e delle occupazioni abusive in città». Diverse le situazioni in cui ciò potrebbe verificarsi, secondo Darwish: «Se una famiglia che abitava in un alloggio Erp – spiega il sindacalista – che doveva pagare al massimo 200 euro, secondo la propria fascia di reddito, si trova a essere in difficoltà economica e per questo viene dichiarata la decadenza del diritto all’alloggio per morosità, e successivamente si applica alla stessa famiglia per un’abitazione un canone di affitto di seicento o settecento euro, si fa una cosa che potrebbe anche essere formalmente regolare, ma in sostanza si contribuisce a rimandare le persone in strada. Questo comporta che molte famiglie si trovano costrette all’abusivismo – spiega – non per scelta loro ma per decisioni inadeguate dell’amministrazione comunale».

Una situazione drammatica quella descritta, sulla quale, come detto, si starebbe cercando di intervenire. Darwish propone alcune misure: «Se si comprende che ci sono delle famiglie che vorrebbero uscire dalla clandestinità per rientrare in una condizione di regolarità sanando il pregresso e aprendo una nuova pagina si può contribuire a trovare una soluzione a tante famiglie. Questo lo abbiamo indicato all’assessore Mattina. A differenza di quanto successo con la precedente giunta comunale – conclude il sindacalista – l’assessore ha dato diversi segnali di disponibilità, che spero che si traducano in fatti concreti».


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