Elezioni politiche, Orlando si schiera con il Pd Giambrone in lista, annunciato cambio in giunta

«Ho ritenuto di dover organizzare questa conferenza stampa per comunicare la scelta del tutto personale di sostenere il Pd alle prossime elezioni nazionali e di aderire formalmente al Partito democratico, ritenendo che questo sia un momento di responsabilità e perché è questo momento politico di scegliere quel soggetto che abbia una visione contro ogni populismo da Berlusconi con Salvini a Di Maio con Grillo». Non è certo una sorpresa, visti i segnali di avvicinamento reciproci, l’annuncio di Leoluca Orlando alla conferenza stampa convocata oggi pomeriggio al palazzo di città. Il sindaco di Palermo ci tiene a sottolineare più volte però che non è cambiato nulla rispetto alle elezioni dell’11 giugno 2017, data delle elezioni comunali e rispetto a quella coalizione di sinistre che lo riconfermò come primo cittadino. 

«La coalizione rimane quella fino al 2022 ma chiedo rispetto per le mie scelte» dice il primo cittadino. Un altro tormentone del sindaco uscito più volte durante l’incontro è che il suo unico e vero partito si chiama Palermo. Fabio Giambrone, braccio destro di Orlando, sarà in lista tra le fila del Pd per le prossime politiche. «Quando fai una scelta ti metti a disposizione – ha detto il presidente della Gesap – e anch’io ho fatto questa scelta, che è coerente rispetto a un percorso». 

La palla passa a Renzi e alle stanze romane che decideranno come e dove posizionare nelle loro liste Giambrone. Anche Orlando però dovrà fare il suo e sarà un cambio in giunta in una direzione più politica: «Questo è l’ultimo dei problemi, inizia adesso un dibattito con la città e le forze politiche alla fine del quale ci sarà probabilmente una rimodulazione di giunta premesso che le scelte alla fine le faccio io, se sbaglierò sarò stato io a sbagliare, se sarò incoerente in base al percorso intrapreso, incoerente lo sarò io».

«L’adesione di Leoluca Orlando al Partito Democratico è una scelta personale, non è un problema nostro e noi non lo seguiremo – commenta Giusto Catania, colonna della parte più a sinistra della maggioranza di Orlando in sala delle Lapidi – Siamo del parere che il Pd abbia contribuito a determinare la crisi populista che rischia di travolgere il Paese ed infatti continuiamo a lavorare per la costruzione di uno spazio autonomo della sinistra». 

«Apprezziamo – continua l’ex assessore – il fatto che il Sindaco abbia annunciato di voler aumentare “il tasso politico” nella maturazione delle sue scelte e nella composizione della giunta, esaltando l’anomalia Palermo in continuità con l’esperienza della precedente consiliatura e facendo ripartire l’azione amministrativa dalla coalizione e dal programma che ha vinto le elezioni comunali. Adesso riteniamo importante aprire una discussione complessiva sulle priorità programmatiche e sulle scelte strategiche per il governo di Palermo, che consolidi la prospettiva di cambiamento della Città in vista del 2022».

Di diverso avviso il segretario provinciale dei Dem, Carmelo Miceli, che in una nota esprime soddisfazione per la scelta di Orlando, che, secondo l’avvocato, «conferma come il Nazareno sia l’approdo naturale per tutti coloro che si riconoscono in una visione plurale, democratica, inclusiva della politica. Il Pd rappresenta oggi l’argine più solido alla deriva populista di certa destra e del qualunquismo movimentista dei 5 Stelle, ed è per questo che l’esperienza democratica e il pragmatismo amministrativo di Leoluca Orlando si innestano alla perfezione nel nostro grande mosaico valoriale».

Miceli, che non lesina la metafora del mosaico, tanto cara al primo cittadino, rimarca ancora la scelta che ha visto Pd e Orlando correre insieme per il governo della città, pur tralasciando quella meno felice delle elezioni regionali. «Il percorso iniziato con le elezioni dell’11 giugno scorso – aggiunge – entra oggi in una nuova fase che ci vede sempre più protagonisti. Daremo seguito ad un immediato tavolo condiviso con le altre forze di maggioranza per accelerare sull’attuazione del programma che abbiamo proposto in campagna elettorale».


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