A Palazzolo Acreide le elezioni comunali sono un duello. Le interviste ai candidati

È sfida a due per le elezioni comunali a Palazzolo Acreide, cittadina montana della provincia di Siracusa dove i poco più di 8000 abitanti dovranno scegliere tra l’uscente Salvatore Gallo e uno degli sfidanti che era uscito sconfitto già cinque anni fa, Francesco Magro. In una prima fase, prima che la campagna elettorale entrasse nel vivo, ai nastri di partenza avrebbe dovuto esserci anche un terzo candidato. Paolo Sandalo che, però, ha scelto poi di fare un passo di lato, spostandosi accanto a Magro. Dirigente di una multinazionale, il 54enne, che è già stato anche consigliere comunale di Palazzolo dal 2003 al 2008, sfida il primo cittadino uscente: Gallo, 58enne che è stato direttore di una filiale di una banca.
Le interviste ai candidati, rigorosamente in ordine alfabetico.

SALVATORE GALLO
Perché ha scelto di ricandidarsi a sindaco?
«È presto detto: per dare continuità a quanto è stato iniziato. Un mandato è troppo stretto nei tempi. Prima di agire, un sindaco deve inquadrare la situazione e comprendere bene come affrontarla. C’è differenza tra il programma elettorale, che spesso è un libro dei sogni, e la sua realizzazione. Soprattutto perché troppo spesso non si riesce a progettare a causa del fatto che gli uffici sono sguarniti e le difficoltà sono molte. Tante cose abbiamo fatto in questi cinque anni, ma tanto si deve ancora realizzare. Sento la responsabilità di dare un seguito a quello che ho messo in atto finora. Altrimenti, sarebbe come vedere un film ma solo fino al primo tempo».

Tre parole per descrivere il suo progetto per la città.
«Il primo obiettivo è l’inversione di tendenza sulla decrescita della popolazione: bisogna capire alla radici questo fenomeno e come porvi rimedio anche lavorando in sinergia con altri sindaci dell’area montana – e non solo – per evitare lo spopolamento. In questo senso, è necessaria la creazione di nuovi posti di lavoro soprattutto per i più giovani. Non si può pensare solo al turismo, ma prima di tutto alla qualità della vita dei cittadini».

Un pregio e un difetto della sua precedente amministrazione.
«Difetti tantissimi. Ho incontrato delle difficoltà iniziali perché ero sì abituato a dirigere ma un ente privato (da direttore di banca, ndr) che è molto diverso dal settore pubblico. In ogni caso, la mia esperienza lavorativa è stata importante e mi ha aiutato per affrontare questioni relative all’ente pubblico. Il pregio, onestamente, non posso attribuirmelo da solo. Altrimenti, sarebbe questo il primo difetto».

In questo duello, lo teme il suo avversario?
«Ovviamente sì. Perché è una persona che ha la sua esperienza politica e, soprattutto, un bagaglio culturale importante. Posso dire che è una bella sfida tra due persone che hanno capacità di leadership. E sono anche contento di questo, perché le elezioni devono dare alla cittadinanza la possibilità di scegliere bene. In questo caso, gli elettori dovranno pensarci per scegliere chi votare perché siamo due candidati veri».

Qual è la figura politica o tecnica (anche internazionale o del passato) a cui si ispira nel suo modo di fare politica?
«Fin da quando ero bambino, ho sempre stimato l’onorevole regionale Giovanni Nigro che è stato anche assessore regionale all’Istruzione e sindaco di Palazzolo Acreide. Nigro, è stato un politico di grande spessore dal Dopoguerra agli anni Novanta. La cosa che mi ha sempre impressionato positivamente di quest’uomo, è la vicinanza alle persone e il rispetto per tutti. Una figura di riferimento in cui mi sono rispecchiato e alcuni suoi esempi li colgo e li attuo».

Quanto spenderà complessivamente per la sua campagna elettorale?
«Spero di non spendere più di quanto ho speso cinque anni fa, quindi, non più di 1500 euro».

FRANCESCO MAGRO
Perché ha scelto di candidarsi a sindaco?
«Per le scorse elezioni amministrative, abbiamo ottenuto il 25 per cento delle preferenze (arrivando terzi, ndr) ma candidandoci all’ultimo minuto. Per questo non mi basta la soddisfazione di avere ottenuto un buon risultato ma riprovarci mi sembra un gesto di responsabilità. La lista civica Obiettivo comune è nata con la volontà di fare partecipare esperienze di ogni fascia di età e anche di diversa estrazione politica. Io sono tesserato con Fratelli d’Italia e ho sempre militato in quell’area politica, ma nella lista non c’è bandiera di partiti».

Tre parole per descrivere il suo progetto per la città.
«Ambizione, serietà e benessere. L’ambizione del gruppo sta nel desiderio di interpretare la volontà dei cittadini di elevare qualità di vita di Palazzolo. Una cittadina che ha ancora delle potenzialità non espresse e valorizzate. Nel contesto di calo demografico e invecchiamento della popolazione (un quarto ha più di 60 anni) è necessario anche potenziare i servizi per gli anziani, ma non solo. Serve fare tesoro del patrimonio immateriale e materiale e fare diventare Palazzolo un museo a cielo aperto che possa attrarre gli ospiti non solo per gli eventi occasionali. Bisogna potenziare ogni settore economico e sostenere i diversi segmenti sociali. Un’ambizione che, con serietà, possa portare al benessere dei cittadini senza promesse facili, se non quella dell’impegno».

Un pregio e un difetto della precedente amministrazione.
«Se fossi contento di questa amministrazione, sicuramente non mi sarei candidato. Hanno fatto delle cose buone, ma saranno loro stessi a elencarle durante i comizi. Per quanto riguarda il difetto, invece, devo dire che hanno contribuito alla lacerazione sociale della comunità palazzolese».

In questo duello, lo teme il suo avversario?
«Non lo temo ma lo rispetto, come avrei fatto con ogni altro concorrente».

Qual è la figura politica o tecnica (anche internazionale o del passato) a cui si ispira nel suo modo di fare politica?
«È la prima volta che mi fanno questa domanda. Da bambino, durante le vacanze estive, andavamo in Grecia dai nonni materni. Mio nonno era un socialista appassionato di politica, che aveva stima di Andreas Papandreou (l’ex primo ministro della Grecia, ndr). Un modello di politico che espone apertamente e convintamente le proprie idee, anche quelle che sa già non godranno immediatamente del favore di tutti».

Quanto spenderà complessivamente per la sua campagna elettorale?
«Credo intorno ai 2000 euro, o poco più».


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