Ebbri di libri

Immaginate, ma giusto per una mezza cartella ché non voglio abusare della vostra fantasia, una coppia di generosi collezionisti che nel corso della propria vita, beffandosi del tempo e di vane mode, sia riuscita a circondarsi di uno splendido mobilio – Savinio li avrebbe definiti menti ammobiliate – fatto di circa 13.000 volumi e 9.000 periodici ( e quel circa è  veleno e balsamo di chi li sta catalogando).
Immaginate ancora che quest’enormità sia composta da 1.500 volumi d’arte, 500 volumi d’architettura, 4.500 volumi di letteratura straniera e italiana, 500 pubblicazioni di testi teatrali, oltre 250 titoli di letteratura di viaggio, oltre 200 volumi di storia, 200 di storia della Sicilia, 200 volumi di archeologia, tutta la collana La Memoria della Sellerio, 150 Saggi Einaudi, varie enciclopedie, fra cui la Treccani e la Grande Enciclopedia Popolare Sonzogno. Scegliete poi voi il numero, ma sceglietelo di più cifre, dei volumi di ingegneria e chimica industriale e asfaltica. Adesso fate un ultimo sforzo- ci sarebbe altro ma v’avevo promesso mezza cartella- e poiché immaginare è ancora gratis, fatelo in grande: 200 libri antichi pubblicati fra il ‘700 e l’’800 e due cinquecentine.
Vi viene difficile immaginarlo? Vi tolgo l’impiccio: è tutto vero.
E  della coppia faccio con piacere i nomi: Cesare e sua moglie Doris Zipelli.
Ma  sarebbe davvero troppo chiedervi  di immaginare che questa immensa biblioteca è stata donata dalla signora e dall’ingegnere alla nostra Facoltà di Lingue di Ragusa.
La sensibilità, l’acutezza e la prontezza del professor Pioletti, già Preside della nostra Facoltà,   hanno permesso che la volontà dei coniugi  Zipelli  si traducesse in realtà.
Un bardo inglese affermava che esistono più cose reali che immaginarie, per cui non vi stupisca trovare, scendendo le scale che vi portano alla cripta dell’ex Convento di Santa Teresa, una quantità abbacinante di scatoloni  pieni  di libri da sistemare negli scaffali promessi. Seimila loro predecessori  sono già stati  sistemati e pronti all’uso.
Già da questa settimana la biblioteca è accessibile al pubblico ed i libri sono consultabili: due nostre prossime laureate hanno già attinto proficuamente per le loro tesi.
In barba a La Rochefoucauld e a quello che lui pensa del giudicare gli atti di bontà, come non ritenere questa donazione un atto di amore verso la cultura, o meglio ancora un atto tout court di cultura?
I libri, come le idee, se rimangono fermi, se non circolano, sono morti. Se statici, non sono altro che pantagruelici pasti per vermi famelici. 
L’invito adesso che vi viene rivolto è di quelli perentori: sarebbe scortese e sciocco rifiutare per abbandonarsi ad un’altra fantasticheria.
Una del tipo: c’era una volta, non un re e nemmeno un pezzo di legno, ma una grande biblioteca ad Alessandria.
Tanto, per quel che vale sapere dell’esistenza di una biblioteca e non fruirne…
Ma continuereste ancora ad immaginare e non potete più: la mezza cartella che m’ avevate concesso è, già da un po’, finita.

N.d.A.: Ringrazio la dottoressa Martorana per l’accoglienza e per essere la preziosa fonte di informazioni quale si è rivelata: senza di lei non avrei potuto scrivere quest’articolo e , cosa molto più grave, non avrei mai avuto la voglia e il piacere di sorseggiare caffé e discutere a(ma)bilmente, circondato da Proust Cervantes Borges Guttuso Sciascia, e così via ad libitum….


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