«Due abusivi all’ufficio stampa del Comune» La denuncia di Messina in consiglio comunale

Ha tenuto banco anche in consiglio comunale il caso del bando di concorso per la ricerca di un nuovo addetto stampa pubblicato – tra mille polemiche – dall’Azienda metropolitana trasporti etnea. Ad alzare i toni è stato il capogruppo di Area Popolare Manlio Messina. Il consigliere di centrodestra ha sostenuto che all’interno del Comune di Catania due professionalità svolgono abusivamente la professione di addetto stampa, e ne ha fatto i nomi. «Giuseppe Lazzaro Danzuso (addetto stampa della società partecipata Asec trade) e Giovanni Iozzia hanno accesso alle password del portale stampa del Comune, e scrivono decine e decine di comunicati. L’ho verificato personalmente», ha denunciato Messina. Che ha proseguito: «È sotto gli occhi di tutti, inoltre, che questi signori siedono comodamente negli uffici di Palazzo degli elefanti e ne utilizzano le attrezzature. Secondo quali principi, chi gli ha fornito le password di accesso? E, soprattutto, chi li paga?». Le domande erano rivolte allo scranno sul quale sedeva l’assessore alla trasparenza Rosario D’Agata.

I toni di Messina sono diventati più aspri quando ha fatto riferimento alla condanna, subita dall’amministrazione di Umberto Scapagnini dieci anni fa, da parte della Corte dei Conti. Si parlava di un danno erariale dovuto al conferimento di tre incarichi esterni da parte del Comune etneo. Sulla stessa vicenda è intervenuto con una nota il movimento Catania bene comune. La condanna – che vide colpevoli l’allora sindaco e 17 assessori – è stata confermata in appello due anni dopo. «In quell’occasione l’amministrazione – denunciata proprio da Rosario D’Agata – venne condannata per aver contrattualizzato persone che l’attuale amministrazione fa invece lavorare senza contratto», ha arringato Messina. Che subito ha precisato: «Due di quelle risorse sono proprio Iozzia e Lazzaro Danzuso». 

Ha cercato di smorzare i toni il consigliere Sebastiano Arcidiacono in forza al partito Sicilia Democratica. «Non amo alzare la voce anche perché spesso quest’aula si trasforma nell’arena di Ben Hur, ma ritengo che il discorso sulla comunicazione istituzionale sia di estrema importanza anche perché da essa ci si aspetta che sia superpartes», ha affermato il consigliere, nonché vicepresidente del consiglio comunale. Che ha chiesto ancora una volta «di puntare alla valorizzazione di risorse interne alle società partecipate per eventuali nuovi incarichi, evitando strumentalizzazioni politiche». La questione sollevata ha per Arcidiacono valenza anche economica perché «verificare se all’interno di una società c’è una professionalità che si può utilizzare, significa anche spendere meno e – prosegue – in una situazione di spending review mi sembra un discorso accettabile».

Duro il commento di Catania bene comune che in questi giorni ha seguito da vicino la vicenda. «L’amministrazione Bianco decide di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito, dopo una condanna, dalla porta», ha scritto il movimento in una nota. In cui, peraltro, si richiede l’intervento della magistratura e della Corte dei conti, così come è accaduto in passato. L’obiettivo è quello di «ripristinare la legalità all’interno del Comune di Catania», facendo luce sulle modalità di conferimento dell’incarico a Lazzaro Danzuso nella società Asec Trade. «È un fatto però che da quando si è insediata la giunta Bianco durante le conferenze stampa dell’amministrazione comunale e del sindaco sia sempre presente Lazzaro Danzuso, nonostante non ne avrebbe alcun titolo, essendo un dipendente dell’Asec Trade e non avendo alcun incarico al Comune di Catania», hanno puntualizzato.

«Le persone citate da Messina non utilizzano le attrezzature comunali e sono portavoce personali del sindaco Enzo Bianco», è stata la risposta dell’assessore D’Agata. Replica che non ha soddisfatto, però, i dubbi sollevati dal consigliere del centrodestra, gli stessi di Catania bene comune. «Chiedo al presidente del consiglio (Francesca Raciti, ndr) la copia delle mail inviate dall’ufficio stampa comunale, di verificare quale firma riportano i comunicati stampa inviati e da chi sono pagati – ha proseguito – Il fatto che siano stipendiati dal sindaco non li autorizza a stare sempre qua». A rendere la situazione ancora più imbarazzante è «il fatto che Lazzaro Danzuso sia presidente del consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti. Tutto ciò è una vergogna», ha concluso Messina.


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