Discariche, l’assessore non c’è ma serve già la proroga Uffici: «Governo decida presto su impianti alternativi»

Una nuova proroga dell’ordinanza, firmata a giugno dall’ex presidente della Regione Rosario Crocetta e dall’ex assessora all’Energia Vania Contraffatto, sarà indispensabile entro fine mese per scongiurare che vada in tilt il sistema dei rifiuti in Sicilia. Scade infatti giovedì 30 l’autorizzazione concessa, di concerto con il ministero dell’Ambiente, per consentire di mantenere aperte alcune discariche. Una proroga che sarà tra i provvedimenti più urgenti che il nuovo presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore delegato troveranno sul loro tavolo. 

Negli uffici dell’assessorato all’Energia è già scattato infatti il conto alla rovescia con l’allerta sui siti che a giugno avevano chiuso i cancelli, per mancanza della firma che avallasse in deroga la loro attività, e avevano impedito l’accesso agli autocompattatori facendo sì che i rifiuti invadessero le strade in diverse città dell’Isola e sollevando le ire dell’Anci e di associazioni come Federconsumatori. L’emergenza era stata poi risolta con un’ordinanza, la stessa che si attende ora. Tra le discariche interessate, Bellolampo, dove conferiscono i loro rifiuti 45 comuni della provincia di Palermo, Trapani e, in provincia di Agrigento, Siculiana e Sciacca

Il regime delle proroghe però non può rappresentare la soluzione del problema. Si potrà andare avanti forse un anno. Poi Musumeci si troverà costretto a fare rapidamente una scelta: puntare sui termovalorizzatori, le biomasse o altri impianti alternativi, definendo in sostanza come la Regione siciliana pensa di ottenere la chiusura ottimale del ciclo dei rifiuti. A spiegarlo sono i funzionari del settore Energia. «Non si potrà andare andare avanti con le proroghe per oltre dodici mesi, anche considerato che sta migliorando la raccolta differenziata, il governo nuovo dovrà fare una scelta rapidamente – commentano -. Dal punto di vista tecnico, infatti, non si possono creare nuove discariche e quelle esistenti si esauriranno. È urgente individuare impianti alternativi». Per costruirli serviranno però, secondo le stime più ottimistiche, almeno 18 mesi. Se si optasse per i termovalorizzatori sarebbe già una corsa contro il tempo, considerando anche che Crocetta, a suo tempo, aveva deciso di chiedere un parere alle Srr sui luoghi migliori in cui realizzarli.

L’ultima persona a occuparsi di rifiuti è stata l’ex assessora Contrafatto che, tornata al lavoro di magistrata, a MeridioNews dichiara: «Il governo che verrà – dice solo – avrà un po di materiale su cui lavorare, un piano e alcune linee guida con un aggiornamento. Una base di partenza rispetto al nulla di tre anni fa». Molto probabilmente il nuovo presidente in questa fase recupererà il lavoro già predisposto, anche se l’opinione di Musumeci sul ciclo dei rifiuti è quella di «imparare da altre città del Nord o in Europa, e per questo andrò a documentarmi fuori». «Un nuovo piano, da far firmare al ministro dell’Ambiente per rinnovare l’intesa sull’utilizzo dei volumi residui delle discariche con un abbattimento dell’indice respirometrico del 50 per cento, esiste – spiegano dall’assessorato -. L’idea era quella di rifare una proroga mettendo dentro qualcosa di nuovo e abbiamo lavorato su questo». 

Anche sul fronte del possibile rallentamento dell’attività amministrativa, scaturito dalla mancanza di ancora un assessore al ramo, il dirigente generale Gaetano Valastro assicura che «non siamo stati con le mani in mano, non c’è stato alcun blocco dell’attività in attesa della costituzione del nuovo governo». E in tal senso sono stati avviati i lavori sulla piattaforma di Messina, per la quale la Regione siciliana ha vinto il procedimento di fronte al Cga e dovrebbe ripartire l’impianto di Enna, commissariato con uno degli ultimi provvedimenti dall’assessore Contraffatto per evitare le liti tra Ato e Srr.


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