Foto di Comune di Troina

La diga Ancipa in vista dell’inverno: «Fin qui aiutati dalle piogge ma serve trasparenza sulle perdite»

La crisi idrica del 2024 e le occupazioni alla diga Ancipa sembrerebbero un lontano ricordo. I riflettori sul bacino artificiale che si trova sui monti Nebrodi, tra Cerami e Troina, sembrano essersi spenti nonostante il ruolo di questo invaso resti cruciale, costituendo una delle maggiori risorse per l‘approvvigionamento idrico della Sicilia centrale. Secondo gli ultimi dati dell’Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia la diga contiene 13,3 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di una capienza massima dichiarata di 30,40.

«Confrontando il grafico dei volumi di quest’anno rispetto ai precedenti, per questo periodo dell’anno, il volume è il più alto degli ultimi 7 anni, e statisticamente dovrebbe risalire, perché presto dovrebbe iniziare a piovere di più», spiega a MeridioNews Fabio Bruno, presidente dell’associazione Movimento per la difesa dei territori, con sede a Nicosia. Una notizia positiva che però deve essere letta insieme a tanti altri dati. Nelle ultime otto settimane, per esempio, il volume in media è diminuito di 365mila metri cubi a settimana, «più o meno in linea con quello delle 4 settimane precedenti», precisa Bruno. Ci sono poi i consumi: circa 1,6 milioni di metri cubi al mese, «che in un periodo pre-invernale è veramente elevato essendo di oltre 600 litri al secondo». «Noi ancora teniamo il secchio dentro la doccia – racconta Bruno – in modo da accumulare l’acqua da utilizzare poi per lo scarico del water».

Diga Ancipa e la questione delle perdite nelle condotte

«Presumiamo che qualcosa stiano facendo per quanto riguarda le perdite. In questo senso però non abbiamo dei riferimenti precisi e servirebbe maggiore trasparenza per monitorare il tutto – analizza il presidente dell’associazione – C’è stato, come emerge dai dati, un risparmio del 20 per cento rispetto a due anni fa, mentre il paragone non può essere fatto con il 2024 perché vi era il razionamento».

La vera questione è però che spesso gli interventi riguardano «tubature obsolete che vengono riparate ma che, spesso a causa della pressione elevata, tornano poco dopo ad avere problemi». Anche nei territori, oltre la cronaca, c’è però forse una percezione meno incisiva sulla questione della crisi idrica. «Qualcuno a Nicosia o tramite social continua a chiedere informazioni e io fornisco dati precisi sul monitoraggio – aggiunge Bruno – Il riscontro però è inferiore rispetto allo scorso anno. Tuttavia come associazione ci siamo conquistati un ruolo e non vogliamo mollare assolutamente. Anche perché la situazione adesso sembra sotto controllo ma non sappiamo ancora quanto pioverà durante l’inverno».

Diga Ancipa e la crisi idrica nel resto della Sicilia

In Sicilia la crisi idrica per esempio attanaglia la provincia di Trapani: non c’è acqua nella diga Garcia e la protezione civile regionale ha organizzato da oggi l’invio di autobotti. A incidere sulla mancanza d’acqua anche il ritardo nell’avvio del dissalatore di Trapani. L’impianto avrebbe dovuto essere operativo tra giugno e agosto. Le attivazioni sono però slittate più volte, e soltanto da oggi – secondo quanto afferma il sindaco Giacomo Tranchida – il dissalatore dovrebbe entrare in funzione con una produzione compresa tra 96 e 100 litri al secondo. Un apporto importante, ma non sufficiente a sostituire la quota mancante proveniente dalla diga Garcia.

(Foto interna di Giuseppe Calabrese su https://ponir.mit.gov.it/)


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