Differenziata non raccolta da giorni pure dove si fa da anni «Costretti a tenere finestre chiuse e camminare in strada»

«Qui siamo costretti da giorni a vivere con le finestre chiuse e sui marciapiedi non si può più camminare». Nelle zone della città di Catania in cui la raccolta differenziata porta a porta esiste già tempo non va meglio che in quelle dove l’avvio è già stato un flop. Davanti ai portoni di case e palazzi i sacchetti con i rifiuti differenziati si accumulano da cinque giorni: plastica e metalli, organico, carta e cartone, vetro e anche indifferenziato. Sera dopo sera, i cittadini – che non hanno ricevuto nessuna informazione in merito alla mancata raccolta – hanno continuato a mettere fuori la spazzatura seguendo il calendario settimanale di esposizione previsto per il porta a porta. Chi più, chi meno. «Io abito al piano terra di via Papale (una traversa nella zona di piazza Rosolino Pilo nella zona del Borgo, ndr) e da giorni non posso più nemmeno aprire la finestra. Perché i sacchi pieni di rifiuti, che sono accumulati proprio là sotto – lamenta una cittadina a MeridioNews – puzzano tantissimo e rendono l’aria irrespirabile». Insomma, meglio patire il caldo dentro casa o risolvere accendendo condizionatori e ventilatori. 

Nei giorni cruciali del passaggio di appalto tra Dusty e il consorzio Gema – che gestirà il servizio di igiene urbana nel lotto centro per i prossimi sette anni – i marciapiedi si sono trasformati in discariche a cielo aperto. «Al punto che le montagne di sacchetti – aggiunge la residente – costringono i pedoni a camminare in mezzo alla carreggiata già ristretta da auto parcheggiate su entrambi i lati. Proprio ieri ho assistito alla scena di una donna, mia vicina di casa, che camminava attaccata alle macchine ferme in sosta sulla strada con tanto di passeggino a seguito». Pericoloso ma non c’è alternativa. «Anche perché mosche e moschini già si vedono ma – aggiunge la donna – il timore è da sotto i cumoli escano anche i topi come è già successo in altre zone della città nei giorni scorsi». Una situazione che è arrivata al limite dell’emergenza sanitaria e che, dati anche i problemi legati alla gestione delle discariche a livello regionale, rischia di non risolversi a breve in modo definitivo. 

Oltre alle zone in cui i cittadini sono già abituati a differenziare i rifiuti, gli stessi problemi stanno riguardando i residenti delle aree di Catania dove alla raccolta porta a porta si è arrivati di recente. E con risultati finora scarsi. «Nella mia zona abbiamo iniziato la raccolta differenziata il 29 maggio – dice a MeridioNews una residente di via Cavaliere, nel quartiere Picanello – All’inizio sembrava andare bene ma nei giorni a cavallo del passaggio dell’appalto, non è più passato nessuno a ritirare. Così i rifiuti si sono accumulati in poco tempo e si sono create delle microdiscariche davanti agli ingressi dei palazzi». Anche qui, insomma, i cittadini devono fare lo slalom per camminare e, in qualche occasione, anche per entrare a casa. «Inoltre – aggiunge la donna – nessuno ci ha comunicato il cambio di calendario relativo al conferimento. Io, per esempio, l’ho scoperto su internet ma tanti anziani che abitano in zona continuano a seguire il vecchio prospetto». 

Una gestione che crea problemi alla corretta differenziazione della spazzatura che, adesso, è indistintamente accumulata. E che dovrà essere raccolta. «C’è stato un problema nel momento del cambio dell’appalto – ammette l’assessore ai Rifiuti Andrea Barresi – In particolare, tra gli altri anche nell’immatricolazione di alcuni dei nuovi mezzi che potranno uscire solo a partire da stasera (ieri per chi legge, ndr). Assicuriamo comunque che la differenziata verrà mantenuta anche nel momento del ritiro da parte dei mezzi dell’azienda». Al netto di quello che si riuscirà a distinguere in mezzo ai cumuli. «Ho fatto dei sopralluoghi proprio nella zona del Borgo e di Picanello – aggiunge Barresi – e c’è anche molto indifferenziato. Temo che ci saranno ancora un paio di giorni di difficoltà ma ce lo aspettavamo e stiamo lavorando per risolvere il disservizio che si è venuto a creare. Speriamo – conclude l’assessore – di fare tutto entro sabato». 


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