D’Alia contro i ‘canciabannera’ di Sala d’Ercole. E quelli di Roma, a cominciare da Berlusconi, ormai alleato di Renzi?

IL LEADER DELL’UDC SICILIANA SI CIMENTA IN UNA QUASI ‘HEGELIANA’ LEZIONE SULLA FILOSOFIA DELLA STORIA, IN QUESTO CASO POLITICA. MA CADE IN CONTRADDIZIONE. FORSE PENSAVA A SCIASCIA, CHE DI SE’ VOLEVA CHE I POSTERI SCRIVESSERO: “CONTRADDISSE E SI CONTRADDISSE”…

Il blog ufficiale di Giampiero D’Alia, parlamentare nazionale e leader dell’Udc siciliana riporta una sua intervista rilasciata al settimanale Centonove. Un passaggio di tale intervista ci ha colpito. Prima la leggiamo assieme e poi illustriamo le nostre perplessità

“Il problema della Sicilia – dice D’Alia a proposito del Governo regionale di Rosario Crocetta – è che, dall’inizio di questa legislatura a oggi, una buona parte dei parlamentari ha già cambiato gruppo e partito: questo è il vero cancro della politica siciliana. Il cambiar casacca è il problema delle istituzioni politiche ed è ciò che crea danni al Governo Crocetta e che dà una patente di inaffidabilità alla Sicilia nel resto d’Italia”.

“Passiamo per poco credibili – aggiunge D’Alia – perché siamo pronti a cambiare con un soffio di vento. È la storia recente, a dirlo: pensiamo al ribaltone fatto nel 1998, che portò al Governo Capodicasa, e alla transumanza di deputati che ci fu all’epoca. E pensiamo, soprattutto, alla presidenza di Raffaele Lombardo, nata col centrodestra e morta col centrosinistra. La storia dell’ ultimo ventennio è fatta di tante becere operazioni milazziste”.

D’Alia dice alcune cose giuste, ma arriva a conclusioni contraddittorie. Corretta la critica sulla ‘transumanza’ di parlamentari di Sala d’Ercole, che passano da uno schieramento all’altro. Corretto ricordare che questi comportamenti trasformistici, qui in Sicilia, li abbiamo già visti con il Governo regionale di Angelo Capodicasa, nel 1999, e con il Governo Lombardo nella passata legislatura.

Ma che la politica siciliana sia poco credibile e che questi cambi di casacca che vanno in scena a Sala d’Ercole, sede del Parlamento dell’Isola, diano alla Sicilia “una patente di inaffidabilità nel resto d’Italia”, beh, questa è una valutazione politicamente miope.

E’ evidente che D’Alia non si accorge di quello che è successo e succede a Roma. Nel 1999 l’operazione Capodicasa venne anticipata dal Governo di Massimo D’Alema con il cambio di casacca di Francesco Cossiga. Capodicasa e Totò Cuffaro e i suoi si adeguarono, passando dal centrodestra al centrosinistra.

Vero è che nel 2008, dopo aver incassato quasi il 70 per cento dei voti di lista dal centrodestra, Raffaele Lombardo, appena eletto presidente della Regione ha aperto prima alle ‘maggioranze variabili’ con il PD, per poi intruppare nella Giunta lo stesso PD, ovvero il partito che aveva perso le elezioni.

Detto questo, lo stesso D’Alia, nell’estate del 2012, è passato dal centrodestra al centrosinistra, addirittura con una fuga in avanti alla Fausto Coppi, imponendo a un PD siciliano tentennante (e Dio solo sa quanto avevano ragione i dirigenti siciliani di questo Partito) la candidatura di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione. D’Alia l’ha dimenticato? Noi, no.

Quanto al momento attuale, se non ricordiamo male, circa sei mesi prima delle elezioni europee Pierferdinando Casini annunciava l’addio al centrosinistra per tornare con Berlusconi. A vitello grasso già in forno, Casini virava verso il Nuovo centrodestra democratico di Angelino Alfano, annunciando “immancabili destini” elettorali.

Con il veto dei solito sondaggi che davano Alfano e Casini al 15 per cento alle elezioni europee. Poi sappiamo com’è finita: appena qualche linea sopra il 4 per cento: un risultato sudato, che ha consentito a questi due Partiti di superare lo sbarramento per il rotto della cuffia, grazie al ‘premio speciale’ che in Italia viene assicurato a chi gestisce il Ministero degli Interni. Senza questo ‘premio speciale’ Alfano e Casini si attaccavano al tram…

Ricordiamo questo a D’Alia perché anche il suo Partito – o ex Partito – negli ultimi sei mesi, ha cambiato opinione e schieramento.

Per non parlare di Berlusconi che, pur di salvare il proprio culo e le proprie aziende, non ha esitato a schierarsi con il Governo Renzi del quale, oggi, è il maggiore azionista politico, soprattutto sul fronte delle ‘riforme istituzionali’: ovvero le ‘riforme’ che si stanno mettendo sotto i piedi Costituzione e democrazia.

Onorevole D’Alia: lei parla dei cambia-casacca e di ‘canciabannera’ di Sala d’Ercole: e di Berlusconi non dice nulla? Le sembra serio che stia prendendo in giro gli elettori italiani di centrodestra per salvare se stesso e le proprie aziende? Che fa, fa finta di non vedere quello che succede a Roma, perché anche lei appoggia il Governo Renzi-Merkel-Bilderberg?

Che dirle, onorevole D’Alia? Forse in questi suoi ghirigori meta-storici lei sta pensando al grande Leonardo Sciascia che a chi gli faceva notare le sue contraddizioni rispondeva che avrebbe voluto essere ricordato come l’uomo che contraddisse e si contraddisse…

p.s.

Se l’onorevole D’Alia ne avrà voglia, potrebbe sempre leggere I Vicerè di Federico De Roberto: si accorgerà che, per trasformismo politico, l’Italia degli anni successivi all’unificazione era messa benissimo…


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