Cotti in fragranza, dal Malaspina al laboratorio di Ballarò «Inventiamo possibilità di lavoro per i soggetti più fragili»

«I ragazzi sono protagonisti in prima persona di tutte le scelte aziendali: non sono solo fruitori di un progetto sociale ma ne sono i protagonisti». Lucia Lauro è la responsabile della cooperativa sociale Rigenerazioni. E quando parla dei «ragazzi», cioè i giovani detenuti del carcere Malaspina, lo fa con un trasporto sincero. Dall’1 dicembre il progetto Cotti in fragranza – il laboratorio per la preparazione di prodotti da forno di alta qualità, commercializzati nel territorio locale e nazionale – si è allargato notevolmente. Dall’istituto penale per i minorenni del Malaspina si passa a Casa san Francesco: un enorme spazio di 4500 metri quadrati nel cuore di Ballarò, che ha dato il via a una serie di attività nuove per la cooperativa tra le quali la produzione di pasti di qualità per le mense cittadine ma anche cibo su ordinazione, principalmente salato, per eventi privati e servizi aziendali.

L’ex convento dei cappuccini sorge all’interno di un palazzo seicentesco nel centro storico. Quasi del tutto inutilizzato, la rinascita dello spazio di deve anche al sostegno di Fondazione San Zeno, Chiesa Valdese, Coopfond, Ircac e Unicredit, indispensabile per coprire le spese di ristrutturazione. «I progetti e i sogni sullo spazio sono tanti, non c’è solo il laboratorio – spiega Lucia Lauro – Mercoledì inaugureremo la cucina, che era la vecchia cucina del convento. Chiusa e abbandonata da tantissimo tempo, è stata da noi ripresa e sistemata. Sopra al momento c’è un cas, in prospettiva futura c’è la creazione di un centro di accoglienza turistica, un vero e proprio ostello sul quale stiamo già lavorando. Per quanto riguarda Cotti in Fragranza il passaggio a un’altra sede era previsto da sempre, quando abbiamo immaginato il progetto all’interno del carcere Malaspina sapevamo già che se le cose sarebbero andate come noi pensavamo, tenere i ragazzi all’interno di un luogo di reclusione dopo la fine della pena non aveva senso. Volevamo dar loro sin da subito uno spazio dove lavorare e vivere liberi. L’idea quindi di fare un laboratorio esterno c’è sempre stata».

Tre sono i frollini dolci finora commercializzati da Cotti in fragranza: i Buonicuore, al mandarino tardivo raccolto in terreni confiscati alla mafia a Ciaculli; i Parrapicca, al limone di Sicilia e zenzero biologico; e i Coccitacca, con farina Maiorca Bio molita a pietra, zucchero integrale di canna Muscovado, lievito biologico e burro a chilometro zero. Le materie prime sono scelte con cura, per garantire un prodotto di qualità. Cotti in Fragranza propone anche una linea di biscotti salati alle erbe aromatiche, i Picciottelli, disponibili in due varianti, al formaggio e vegani. Il progetto è promosso e sostenuto dall’istituto penale per i Minorenni di Palermo, dall’Opera Don Calabria, dall’associazione nazionale magistrati e dalla fondazione San Zeno. Ora a Rigenerazioni si delineano nuovi scenari. 

«Quello che fa le nostra cooperativa, al di là di Cotti in fragranza, è inventare percorsi di lavoro per i soggetti più fragili – continua Lucia Lauro -, dai tossicodipendenti ai reclusi in carcere. Questa potrà diventare un’opportunità per tanta gente. Dal primo dicembre abbiamo realizzato i pasti per la mensa, e abbiamo dato una mano anche agli ultimi sfollati. I ragazzi erano felicissimi di poter lavorare a un’opportunità del genere, oltre i catering aziendali che già in piccolo facciamo. Un servizio per gli ultimi, un aiuto che li fa sentire utili. Gli stessi ragazzi stranieri che abbiamo assistito sono contenti, noi non realizziamo per così dire la classica mensa da ospedale ma dei veri e propri pasti che hanno quel tocco in più che riusciamo a dare. Il cibo è qualità della vita, e anche per chi si nutre da noi c’è insomma molta soddisfazione, al di là della volontà di supportare un progetto etico».


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