Conto alla rovescia per la riapertura di Etnaland Russello: «Felici di ripartire, ma serve chiarezza»

«Etnaland riaprirà il 16 luglio: sia il parco acquatico che quello tematico. Siamo fermi dall’ottobre 2019. Non vediamo l’ora di tornare al nostro lavoro e come noi i nostri impiegati, che aspettano da troppo tempo». Francesco Russello, fondatore e direttore della struttura sita a Belpasso, tradisce un po’ di comprensibile impazienza nell’annunciare la ripresa delle attività del parco divertimenti tra i più grandi nel Sud Italia. Un’attesa protrattasi, causa Covid, per quasi due anni. «L’aggiornamento dell’ultimo protocollo ci è arrivato proprio ieri dalla nostra associazione nazionale – spiega Russello – Tra l’altro contiene un punto che è in contrasto con l’authority della privacy. È il caso del green pass, che dovrebbe essere richiesto in alcune circostanze. Ma l’authority ha già avvertito il Consiglio dei Ministri che, attualmente, non è possibile prendere questo tipo di documentazione perché lede la privacy personale. Siamo nella posizione di essere colpevoli sia se applichiamo la legge che se non lo facciamo. Speriamo arrivi un chiarimento». Tuttavia il direttore di Etnaland guarda con ottimismo al progredire della campagna vaccinale: «Ci dà fiducia, speriamo di arrivare al momento dell’apertura con un 50 per cento di pubblico vaccinato».

Progressi che, in ogni caso, non potranno evitare la riduzione della capienza e l’obbligo della prenotazione online, con la vendita dei tagliandi al botteghino ridotta al minimo. All’interno del Parco distanziamento e sanificazione costante saranno la norma: «Sulle spiagge, tutte le sere, viene irrorato il materiale di sanificazione. Operazione che avviene quasi ogni ora, se non più spesso, sui ricambi di toilette e a ogni cambio turno o cambio persona», sottolinea Russello, consapevole del costo di queste costanti operazioni: «Dovremo aggiungere altro personale, siamo contenti di farlo. Ci interessa tornare a lavorare in sicurezza e offrire ai nostri visitatori la tranquillità di poter divertirsi serenamente».

Un rilancio al quale si è arrivati dopo una lunga fase di incertezza e la complicata gestione dell’estate scorsa: «È stato un massacro per tutti – osserva – Chi ha aperto ha perso dal 75 all’80 per cento del fatturato. Noi abbiamo scelto di restare chiusi, ma gli investimenti in essere dovevano essere completati, così come tutta la manutenzione. Non ci siamo fermati. Nel 2019, ad esempio, avevamo iniziato ad investire su un’attrazione destinata ai più piccoli. Si tratta della Casa di Nonna Pina ed i 44 gatti, la stiamo ultimando in questi giorni con gli ultimi characters. Sarà pronta per l’apertura».

Una ripartenza che si spera lenisca anche le difficoltà dei lavoratori. «Abbiamo fatto il possibile per mantenere quante più persone, organizzando pure turni periodici cercando di dare quanto più lavoro potevamo. Lo Stato, dapprima, non ha dato loro alcun riconoscimento – aggiunge – Le aziende non hanno ricevuto quasi nulla. E la nostra è una tipologia di attività nella quale ogni anno si investono milioni. Avevamo un supporto dalla Regione Sicilia, che aveva stanziato cinque milioni per le poco più di 200 aziende del settore. Pare sia sfumato perché il garante per la concorrenza ha stoppato tutto perché il nostro settore deve essere al pari di tanti altri. Mentre altrove sono arrivati gli aiuti statali». Un sorriso amaro si allarga sul volto del patron. «Ci sono 233 aziende – conclude Russello – che si dividono cinque milioni. Non sarebbe stato neanche molto, ma almeno era qualcosa. Ci abbiamo contato fino all’ultimo per provare ad aiutare i nostri lavoratori».


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