Conoscere il passato, costruire il futuro

“Vorrei che i giovani si interessassero a questa mia storia unicamente per pensare, oltre a quello che è successo, a quello che potrebbe succedere e sapere opporsi, eventualmente, a violenze del genere”. Questa è una delle affermazioni di Giorgio Perlasca durante l’intervista con Giovanni Minoli per Mixer 1990, determinante per capire l’esperienza di un “Giusto tra le Nazioni”, pensiero discusso e ribadito durante l’incontro di lunedì 28 gennaio all’ex monastero dei Benedettini in onore della Giornata della Memoria, istituita recentemente da una legge italiana in ricordo delle persecuzioni al popolo ebraico. Ospite d’onore Franco Perlasca, affiancato dal prorettore Antonio Pioletti, dai presidi delle facoltà di Lettere e Lingue – Enrico Iachello e Nunzio Famoso – e da Rosario Mangiameli, presidente dell’Istituto Siciliano per la Storia Contemporanea (Issico). La conferenza inzia con un lieve, accademico ritardo. L’auditorium è colmo di studenti e docenti, tutti inquieti, impazienti di iniziare l’incontro. Intanto, sullo schermo allestito per l’occasione si susseguono immagini di interviste con Giorgio Perlasca, scelte dal film interpretato da Luca Zingaretti e altre curiosità.

Finalmente arriva l’ospite d’onore della mattinata, accolto da un caloroso applauso. Il prorettore esordisce affermando che “non è mai troppo tardi”, riferendosi all’organizzazione dell’evento in ricordo dello sterminio ebraico, la tragedia che maggiormente ha caratterizzato la seconda guerra mondiale. Il fulcro dell’incontro non riguarda la conoscenza dell’orrore della shoah ebraica e del coraggio di uomini affermatisi in quel periodo, bensì il sapere dell’accadimento della vicenda e dei suoi protagonisti inteso come crescita personale, come acquisizione di una cultura diversa, quella della consapevolezza degli eventi storici come esempio per la vita presente, come base sulla quale poter costruire la civiltà del domani; “Non dobbiamo scendere solo sul piano del ricordo, altrimenti cosa resterebbe di ciò che studiamo? Questo è un argomento che non muore nella storia” obietta a questo proposito il preside della facoltà di Lingue e letterature straniere in seguito alle parole del prorettore Pioletti: “La Shoah dev’essere impressa nella memoria collettiva”.

Il discorso di Franco Perlasca conclude l’incontro. Il rappresentante della fondazione Giorgio Perlasca, nonché figlio del protagonista di una delle vicende di salvezza del popolo ebraico, afferma quanto è importante “ricordare i fatti storici e le figure che non si voltarono dall’altra parte”: l’obiettivo della Fondazione è la diffusione di questi avvenimenti tramite molteplici iniziative culturali.

Franco Perlasca fornisce esaurienti informazioni sulla Fondazione, sulla vita di suo padre ed eventi storici del tempo, notizie ignote a gran parte della gente, come per esempio il fatto che circa 420 persone oltre Perlasca hanno rappresentato i Giusti della Nazione Italiana: “I giusti non agiscono per protagonismo o ricompensa, ma per dovere di uomini” spiega Perlasca, citando successivamente l’esempio di un grande uomo, famoso anch’esso per aver salvato le vite di molti ebrei: ”Oskar Shindler non è un giusto, bensì un eroe, per aver raccontato la sua storia”.

Giorgio Perlasca mantenne il silenzio sulla sua avventura durante tutta la vita. Nessuno seppe la vera storia della sua esistenza dopo quel fine novembre del 1944, mese in cui Sanz Briz, ambasciatore spagnolo, dovette lasciare Budapest. Perlasca decise di sostituirlo, diventando regolare cittadino spagnolo possessore di un regolare passaporto intestato a Jorge Perlasca. Inizia così la sua memorabile intrepida vicenda di salvataggio di un cospicuo numero di 5218 ebrei ungheresi. Nemmeno la sua famiglia ne era a conoscenza, solo grazie alla testimonianza di alcune donne ebree ungheresi – vittime in giovinezza della furia delle persecuzioni naziste – e di altri salvati, di libri, giornali, mezzi di comunicazione, il mondo conoscerà l’opera da lui compiuta. Dopo ciò, Giorgio Perlasca intraprese il giro di varie scuole, per diffondere il suo forte messaggio di solidarietà contro la follia. Mori’ il 15 agosto 1992, sepolto a Maserà, poco distante da Padova. Affiancata alle date, nella terra dov’è sepolto, una scritta in ebraico: “Giusto tra le Nazioni.”  

Link:
http://www.giorgioperlasca.it/intro.html  http://www.nostreradici.it/giorgio_perlasca.htm  
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Perlasca


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