Centenario Sciascia: il ministero gli dedica un francobollo «Riconoscimento giusto per una figura non sempre amata»

Un simbolo è necessario perché possa rimanere impresso nel ricordo delle generazioni. A Futura Memoria, si potrebbe dire, ripercorrendo il titolo di uno dei libri in cui Leonardo Sciascia ha raccolto gli articoli dove prende posizione in merito ad alcuni avvenimenti del Novecento. E, se la memoria ha un futuro, lo si deve anche ad avvenimenti come l’emissione di un francobollo che raffigura l’intellettuale di Racalmuto in occasione del centenario della sua nascita. L’annullo, ovvero, il primo esemplare dei 300mila messi in circolazione, è stato presentato ieri, nel paese dell’Agrigentino che ha dato i natali allo scrittore, poeta,  giornalista e politico la cui penna ha descritto l’Isola con i suoi fenomeni più eclatanti e le sue contraddizioni. Adesso, per ricordare i 100 anni che Sciascia avrebbe compiuto lo scorso 20 novembre, il ministero dello Sviluppo economico ha pensato di incidere la data del suo centesimo compleanno su un francobollo da 80 grammi. L’ esemplare ha un formato di 40 per 30 millimetri, dove oltre all’immagine di Sciascia compaiono un libro aperto stilizzato, il suo nome e cognome e le cifre 1920-1989 – l’anno della sua nascita e quello della morte.

Il primo annullo sarà emesso proprio nell’ufficio postale di Racalmuto. Intanto ieri, all’interno della Fondazione dedicata allo scrittore, nel Comune in provincia di Agrigento, si è tenuta la cerimonia di presentazione del francobollo. All’evento erano presenti il responsabile commerciale nazionale di Poste Italiane filatelia, Enrico Menegazzo, e Antonio Di Grado. Docente di Letteratura Italiana all’Università di Catania, ieri Di Grado è stato nominato cittadino onorario di Racalmuto e direttore letterario della Fondazione. «C’era già stata l’emissione di un francobollo circa dieci anni fa, quest’ultima, però, ha visto finalmente un coro unanime di consensi nei confronti di una figura che, in passato, è stata molto controversa – afferma Di Grado a MeridioNews – Sciascia negli anni è stato amato da molti, ma odiato da alcuni per la sua vena polemista. Adesso invece si registra finalmente una sorta di pentimento, un riconoscimento collettivo nei confronti di un intellettuale che mi permetto di poter affermare sia stato il maggiore scrittore italiano della seconda metà del Novecento». 

Il pensiero non può che andare all’intellettuale controcorrente: avverso a certe logiche del Partito Comunista, in cui ha militato e critico verso quei «professionisti dell’antimafia», come lui stesso li ha definiti. L’emissione di un francobollo in suo ricordo cerca, inevitabilmente, di rendere attuale il pensiero dello scrittore siciliano. «C’è bisogno di ricordare Sciascia, specie in un tempo come il nostro, penalizzato dal Covid, dove le facoltà umanistiche sono in agonia e la didattica è imparagonabile rispetto a quella di qualche anno fa – aggiunge Di Grado – Parliamo di un maestro del pensiero critico la cui figura, a causa del periodo in cui stiamo vivendo, rischia di essere inattuale e superflua». Il docente, da qualche anno in pensione, a 24 ore dall’evento in cui ha ricevuto i riconoscimenti non nasconde l’emozione. «La cittadinanza onoraria la considero il secondo più grande privilegio che mi sia stato concesso: un premio che va non soltanto a me, ma a quanti, insieme a me, hanno lavorato a questo luogo di confronto intellettuale qual è la Fondazione, che considero una cattedrale nel deserto dove dal 1990 si svolgono mostre, carteggi, documenti e iniziative – sottolinea il docente – Il primo privilegio che ebbi fu quando Sciascia ancora in vita decise che dovevo essere proprio io a dirigere, dal punto di vista scientifico e letterario, la Fondazione. È stato un onore che non ha paragoni». 

Il francobollo, che mira a essere un vero e proprio oggetto dei desideri per i collezionisti, avrà il valore di 1,10 euro. Il bozzetto è stato disegnato da Fabio Abbati. Oltre al francobollo, sarà disponibile negli uffici postali con sportello filatelico di Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona anche una cartella in formato A4 a tre ante contenente una cartolina annullata e una busta del primo giorno di emissione con alcune foto dello scrittore risalenti agli anni Ottanta e realizzate da Nino Catalano, genero dello scrittore, e Giuseppe Leone.


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