Cateno De Luca diffonde i dati del suo sondaggio Secondo posto dopo Schifani: «La partita è aperta»

Chi di spada ferisce, di spada perisce. Da piazza Università, a Catania, Cateno De Luca rilancia e annuncia la carica in vista delle elezioni regionali di domenica 25 settembre. Dopo avere denunciato la diffusione di sondaggi farlocchi, nei precedenti giorni – perché comunicati in assenza della pubblicazione dei criteri seguiti – l’ex sindaco di Messina entra a gamba tesa sulla questione percentuali e dal palco rende noti i dati emersi da un sondaggio commissionato da lui e realizzato tra l’uno e il nove settembre da SWG. «È tutto pubblico – incalza – andate sul sito internet e potete leggere tutto». Niente quarto o terzo posto per il suo progetto. Le forchette emerse, in seguito alle interviste condotte sul campione, danno il candidato del centrodestra Renato Schifani in testa con una stima compresa tra il 33 e il 37 per cento. Segue Cateno De Luca tra il 26  e il 30 per cento. Poi Caterina Chinnici, per il centrosinistra, tra il 17 e il 21 per cento. Nuccio Di Paola per il Movimento 5 Stelle con una percentuale tra il 10 e il 14. Gaetano Armao, per il terzo polo di Azione e Italia Viva, ed Eliana Esposito per i Siciliani Liberi tra l’1 e il 3 per cento.

Dati provvisori, sottolinea De Luca, che vanno letti insieme alla tendenza tra gli elettori. «La fiducia in noi – dice – cresce ogni giorno di quasi un punto. I numeri emersi sono l’effetto dell’azione di mascariamento che il centrodestra ha iniziato ad attuare. Adesso serve andare avanti con maggiore grinta. Mancano sedici giorni alle elezioni e quindi possiamo crescere di dieci punti». L’ex primo cittadino della città dello Stretto ci crede e tira dritto. Anzi, si dice disponibile a trasferire un po’ della sua adrenalina a tutti i sostenitori e simpatizzanti che da mesi seguono le sue tappe in giro per la Sicilia. «Sogno una terra – prosegue – dove ognuno possa esprimere la propria opinione, lavorare e fare impresa senza il rischio di essere colpito dalle lupare. Una Regione libera dai condizionamenti e dalle oppressioni». E, ancora una volta, per raggiungere l’obiettivo, mette al centro il programma elettorale ribattezzato i dieci comandamenti. «Dobbiamo crederci – sottolinea – la partita è aperta».


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