Caso Scieri, gli interrogatori dei tre indagati Panella: «Io con la morte non c’entro niente»

«Io con la morte di Scieri non c’entro niente e non è vero che volevo fuggire, ma semplicemente avevo programmato il rientro nel Paese dove vivo e lavoro». Sarebbe questo il contenuto della breve dichiarazione spontanea resa da Alessandro Panella, l’ex caporale arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di omicidio volontario in concorso per la morte di Emanuele Scieri, avvenuta il 13 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. 

È iniziato intorno alle 10 di questa mattina ed è durato più di un’ora in tutto il suo interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Giulio Cesare Cipolletta. Panella, ai domiciliari nella casa di famiglia di Cerveteri in provincia di Roma, è arrivato al palazzo di giustizia in macchina insieme ai suoi avvocati Marco Meoli Tiziana Mannocci. Entrato in tribunale da un ingresso secondario, è andato via dopo circa un’ora e mezza, sempre in auto con i suoi difensori. Non è ancora chiaro, dunque, se Panella abbia risposto alle domande del gip anche perché niente trapela nemmeno dai suoi avvocati che, però, stanno preparando il ricorso al tribunale del Riesame per chiedere la revoca o l’attenuazione della misura cautelare dei domiciliari.

Nel pomeriggio in procura è fissato l’interrogatorio di uno degli altri indagati per omicidio volontario: Andrea Antico, 39enne originario di Casarano (in provincia di Lecce) sottufficiale dell’esercito tuttora in servizio presso il reggimento settimo Vega dell’esercito a Rimini e anche consigliere comunale (eletto nel 2016) in una lista civica a Montescudo-Monte Colombo, un piccolo comune del Riminese. Si è svolto, invece, ieri pomeriggio intorno alle 15, l’interrogatorio di Luigi Zabara, il 39enne romano ex commilitone di Scieri anche lui indagato per lo stesso reato. Arrivato in procura insieme al suo avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha chiesto gli atti del procedimento.


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