Ancora prezzi superiori che nel resto d’Italia sia per la benzina che per il gasolio. Secondo l’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del ministero delle Imprese e del made in Italy, la Sicilia si conferma tra le regioni italiane più care sul fronte dei carburanti. Il dato regionale dà, a oggi, un prezzo medio ddi […]
Foto di Willi Heidelbach da Pixabay
Sicilia ancora tra le regioni con il carburante più caro d’Italia. Codacons: «Effetti su tutta l’economia»
Ancora prezzi superiori che nel resto d’Italia sia per la benzina che per il gasolio. Secondo l’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del ministero delle Imprese e del made in Italy, la Sicilia si conferma tra le regioni italiane più care sul fronte dei carburanti. Il dato regionale dà, a oggi, un prezzo medio ddi 1,804 euro al litro per la benzina e 2,171 per il gasolio, entrambi in erogazione self, la più conveniente. Da 2,1 centesimi a0,9 centesimi in più rispetto al litro rispetto al resto d’Italia. Il prezzo siciliano per la benzina è terzo nella classifica nazionale dei rincari, dopo Molise e Basilicata. E nelle posizioni alte della graduatoria, per il gasolio, dietro Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Calabria.
«Una situazione che produce effetti economici pesantissimi in un territorio dove famiglie e imprese dipendono in misura strutturale dal trasporto su gomma», commentano dal Codacons. Preoccupazione viene espressa dal segretario nazionale Francesco Tanasi: «L’aumento non colpisce soltanto chi si rifornisce, ma si riflette sull’intera filiera economica e commerciale della Sicilia, con conseguenze dirette sui prezzi al dettaglio, sui trasporti, sulla logistica, sui servizi e sulla competitività delle imprese», spiega.
Da qui la richiesta rivolta al governo nazionale «di intervenire con urgenza per riportare benzina e gasolio a livelli sostenibili e accettabili – conclude Tanasi -. Non si può lasciare la Sicilia esposta a una dinamica che rischia di provocare aumenti generalizzati e compromettere ulteriormente consumi, commercio e tenuta economica del territorio».