Parla il procuratore di Caltanissetta: «Cosa nostra è pronta a uccidere per manifestare potenza»

«Emerge una Cosa nostra che fa affari, tratta di droga, ha notevole disponibilità di armi e delibera di uccidere, se necessario, e anche per manifestare la sua potenza». È il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca a descrivere i lineamenti dell’organizzazione mafiosa emersi dall’operazione che oggi ha portato all’arresto di 54 persone. «Gela ha una sua specificità su tutto il territorio regionale, ma anche nazionale – aggiunge De Luca – Un territorio dove vi sono due famiglie mafiose, Rinzivillo ed Emanuello e in più la Stidda». Tre compagini criminali che, secondo quanto accertato nel corso delle indagini, avrebbero raggiunto oramai da tempo un’intesa, una pax mafiosa.

«Desta particolare preoccupazione – sottolinea il procuratore – la presenza di armi, assolutamente maggiore di qualunque altro territorio nazionale. Nel corso di questa operazione è stato sequestrato un ordigno esplosivo, ed è emersa, sia dalle dichiarazioni di un collaboratore che dalle intercettazioni, la disponibilità di uno degli indagati di un Kalashnikov – spiega De Luca – che, usato da persona che sa come usarlo, può anche bucare un’auto blindata». Nel corso delle investigazioni, è emersa anche la disponibilità di pistole e un fiorente mercato delle armi.

Tra gli arrestati c’è anche Giuseppe Tasca, reggente della famiglia Rinzivillo che ha espiato decine di anni di carcere. «Tranne eccezioni rarissime – commenta il procuratore nisseno – da Cosa nostra non si esce perché c’è una subcultura mafiosa e l’orgoglio di appartenervi. Ci sono soggetti che dopo anni di carcere, uscendo, riprendono le attività sul territorio. Anzi – aggiunge il magistrato – qualora vengano arrestati soggetti di livello non apicale, scontando anni di carcere senza battere ciglio e senza collaborare, escono con un titolo in più». E sarebbe questo il caso anche di Tasca. «Abbiamo indizi – afferma De Luca – per ritenere che sia diventato il reggente della famiglia Rinzivillo di Gela». Un’operazione antimafia importante non solo quantitativamente ma anche qualitativamente. «Conferma che Cosa nostra non è mafia liquida, non è un comitato di affari. Sì, fa gli affari – spiega il procuratore di Caltanissetta – ma c’è una riserva di violenza nel dna dell’associazione che è pronta a entrare in azione qualora le normali attività economiche non siano sufficienti».

I nomi degli arrestati:
Giuseppe Tasca, 51 anni di Gela,
Ignazio Agrò, 64 anni di Agrigento,
Massimiliano Astuti, 39 anni di Gela,
Gianluca Attardo, 42 anni di Agrigento,
Salvatore Azzarelli, 46 anni di Gela,
Giuseppe Borgese, 28 anni di Reggio Calabria,
Benedetto Giuseppe Curvà, 37 anni di Gela,
Alberto Pasquale Di Dio, 30 anni di Gela,
Crocifisso di Gennaro, 42 anni di Gela,
Giacomo Di Noto, 42 anni di Gela,
Giuseppe Domicoli, 42 anni di Gela,
Maurizio Domicoli, 58 anni di Gela,
Vincenzo Donzella, 37 anni di Gela,
Gioacchino Giorgio, 37 anni di Agrigento,
Rosario Greco, 57 anni di Gela,
Rocco Grillo, 31 anni di Gela,
Manuel Ieva, 43 anni di Gela,
Giuseppa Lauretta, 52 anni di Gela,
Loredana Marsala, 42 anni di Agrigento,
Marius Vasile Martin, romeno di 32 anni,
Vincenzo Mazzola, 23 anni di Palermo,
Salvatore Mezzasalma, 57 anni di Gela,
Diego Milazzo, 29 anni di Agrigento,
Morena Milazzo, 37 anni di Gela,
Orazio Monserrato, 32 anni di Gela,
Salvatore Nocera, 35 ani di Gela,
Mohamed Matar Hassan Omar, egiziano di 37 anni,
Nicola Palena, 42 anni di Gela,
Fabio Palumbo, 45 anni di Gela,
Emanuele Pantano, 40 anni di Gela,
Andrei Pascal, romeno di 38 anni,
Giuseppe Pasqualino, 32 anni di Gela,
Alessandro Emanuele Pellegrino, 33 anni di Gela,
Raffaele Pepè, 27 anni di Reggio Calabria,
Alessandro Peritore, 32 anni di Gela,
Calogero Orazio Peritore, 40 anni di Gela,
Raffaele Antonio Rapicavoli, 46 anni,
Mirko Salvatore Rapisarda, 41 anni di Gela,
Giovanni Rinzivillo, 35 anni di Gela,
Rocco Rinzivillo, 34 anni di Gela,
Samuele Rinzivillo, 40 anni di Gela,
Vincenzo Romano, 36 anni di Gela,
Francesco Davide Scicolone, 34 anni di Gela,
Carmelo Scilio, 49 anni,
Giuliano Giovanni Scordino, 27 anni di Catania,
Luigi Scuderi, 35 anni di Catania,
Giuseppe Sicurella, 24 anni di Catania,
Giuseppe Sinatra, 28 anni di Gela,
Antonio Solazzo, 35 anni,
Salvatore Taormina, 50 anni di Palermo,
Giuseppe Terrasi, 45 anni di Agrigento,
Mario Tomaselli, 67 anni di Catania,
Giacomo Tumminelli, 40 anni di Gela. 
Un altro indagato è attualmente ricercato.


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