Bugo – Sguardo Contemporaneo (Universal, 2006)

1 Plettrofolle
2 Gelato giallo
3 Che lavoro fai
4 Oggi è morto Spock
5 Ggeell
6 Amore mio infinito
7 Millennia
8 La caffettieria
9 Roma
10 Una forza superiore
11 Quando ti sei addormentata
12 Coda d’Italia
 
 
Dal “chi è?” al “ah, è lui!”. Se ci fosse in giro qualche giornalista seriamente interessato a mettere nero su bianco fatti, aneddoti, leggende e miracoli di una straordinaria carriera artistica come quella di Cristiano Bugatti, in arte Bugo, ecco quale sarebbe, giocando un po’ con il titolo di “Dal lofai al ci sei” (2002, Universal), l’intitolazione più adatta e rappresentativa. Sguardo Contemporaneo, quinta fatica discografica del songrwriter piemontese (perché che lo vogliate o no, Bugo è, un grande, cantautore), secondo quello che è un antico quanto inflazionato canovaccio critico, non dovrebbe aggiungere o togliere alcunché a quanto finora sul nostro amico si è già detto, scritto, pensato o solo ipotizzato.

In realtà la faccenda è un po’ più complessa di quanto piaccia pensare. Da sempre l’indagine bugattiana, è stata filtrata da due lenti (il primo caso nel mondo di un uomo occhiale?): “frenzied rock’n roll” per l’occhio destro, “introspective folk” per quello sinistro. Concetti, quelli appena esposti, sintetizzati egregiamente dal precedente disco, “Golia & Melchiorre” (2004, Universal), e dal singolo di lancio Millennia. E così accade che la gradazione dei due vetri aumenti o diminuisca (molto raramente) a braccetto con l’incedere inesorabile del tempo, e che a risentirne sia inevitabilmente “lo sguardo contemporaneo” di Bugo in quello che è contemporaneamente atto tragico ed eroico: la lettura della vita, scandita da litri di caffeina (La caffettiera) e da gel attacca pensieri (Cgeell), da contratti di lavoro a tempo determinato (Che lavoro fai) e da luoghi comuni evergreen (Roma). 

La produzione – attribuita in un primo momento a Marco “Morgan” Castoldi – è firmata da Giorgio Canali (ex CCCP, CSI e membro attuale dei PGR) il quale, se da un lato non pone alcun guinzaglio comunicativo/strutturale/tecnico alla follia creativa del signor Bugatti, dall’altro invece, non rinuncia all’appetitoso duetto (in perfetto français) nella straordinaria ballata Una forza superiore.

Il resto è ordinaria amministrazione: dalle reminiscenze adolescenziali di Amore mio infinito e Oggi è morto Spock (si proprio lui il celebre personaggio di Star Trek!) allo disfattistico monito (pre&post elettorale?) di Coda d’Italia, passando per quella che si presta a diventare una delle hits (che impressione dirlo) del cavaliere casalingo: Gelato Giallo. Tutto sommato Bugo non ha cambiato formula e ciò non è altro che un punto a suo favore, d’altronde come soleva affermare Sigmund Freud (mica il primo arrivato): “l’’avversione ad imparare qualcosa di nuovo […] è caratteristica degli uomini di scienza”. Ma questa lasciatela perdere…è una gran bugata! 


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