Briganti Librino, verso raccolta fondi per il prato «Per dare a Catania un luogo più bello di prima»

Servono 100mila euro e l’aiuto di tutti. L’appello è lanciato dal Briganti rugby di Librino, con l’obiettivo che dà nome alla raccolta fondi, che dovrebbe partire il 9 aprile: I Briganti si meritano un prato. Allenamenti e partite si tengono al campo San Teodoro. Un impianto mai completato – dove manca pure il manto erboso – che di recente il club ha avuto in affido dal Comune ma che già da prima sta cercando di ristrutturare per portare avanti le attività che sono un punto di riferimento per i tanti giovani del quartiere. «Contiamo di proporre 500 eventi di finanziamento», spiega il fondatore Piero Mancuso.

Il gong all’iniziativa – nel vero senso della parola – è previsto a inizio aprile. Quando alla club house Peppe Cunsolo – dal nome di uno dei piccoli rugbysti, morto in circostanze mai chiarite – è previsto l’incontro inaugurale. Ma in cassa ci sono già duemila euro. «Sono il frutto della serata di festeggiamento per il compleanno del professore di unict Giovanni Gallo – spiega Mancuso – che come regalo ha chiesto ai suoi invitati di sostenere la nostra iniziativa». È l’esempio dei microeventi che il club conta di organizzare, non solo a Catania «anche in altre città e nazioni. Per esempio in Spagna e Canada, dove vivono molti nostri amici. In cantiere ce ne sono già un centinaio». 

Non sarà infatti solo con le donazioni a distanza – attraverso la piattaforma di crowdfunding che sarà lanciata sul web – e con quelle dirette che i Briganti immaginano di raggiungere la cifra fissata. «Di aiuto saranno anche le persone che daranno la disponibilità a impiegare il loro tempo a fare conoscere l’iniziativa o organizzare appuntamenti di sostegno», spiega Mancuso. Dietro l’obiettivo economico ce n’è uno sociale, più importante, che parte dal basso: «Vogliamo dimostrare il bene che i cittadini possono fare alla loro città se collaborano a un progetto per riqualificare dei beni preziosi ma abbandonati».

Per fare spuntare l’erbetta sul terreno da gioco, ancora oggi in terra battuta, servirà anche il contributo di altri soggetti. Il costo complessivo dei lavori è di 200mila euro. La quota residua rispetto a quella che raggiungerà la raccolta fondi – che terminerà a dicembre – sarà coperta in parte da un mutuo agevolato, da stipulare col Credito sportivo, in parte con i fondi messi a disposizione dalla Federazione italiana rugby (Fir). «Un investimento importante che abbiamo intenzione di fare, col sostegno di chi crede in noi, per restituire a Catania un luogo più bello di quello che abbiamo trovato», conclude Mancuso.


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Il club di rugby che ha in affidamento il campo San Teodoro pensa di lanciare una raccolta di denaro per completare la struttura, priva di manto erboso. L'iniziativa dovrebbe partire il 9 aprile. «Anche 500 microeventi per mostrare cosa possono fare i cittadini se collaborano», spiega il fondatore Piero Mancuso

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