Blutec, la protesta dei lavoratori si sposta al Comune Sindacati: «Se serve, indosseremo i gilet gialli al Mise»

Si trasferisce ancora una volta al Comune la protesta dei lavoratori Blutec e delle aziende dell’indotto che stamattina hanno presidiato i cancelli dello stabilimento di Termini Imerese. Come venerdì scorso, le tute blu occuperanno in maniera pacifica il municipio e poi si trasferiranno nell’aula consiliare, dove è prevista un’assemblea che vedrà anche una nutrita partecipazione dei sindaci del comprensorio, almeno una decina: tra questi Cerda, Trabia, Campofelice, Montemaggiore, Lascari, Caccamo, Ventimiglia, Cefalù e Aliminusa. L’obiettivo è preparare un documento, sottoscritto da tutti i primi cittadini e sindacati, da inviare al Mise con le richieste di un incontro immediato

Anche stamane, infatti la protesta è ripresa dalle 9.30, quando le tute blu si sono date appuntamento per manifestare contro il ritardo nella firma del decreto di finanziamento della cassa integrazione per il 2019, dopo l’accordo firmato il 7 gennaio scorso per i 564 operai Blutec e per quella in deroga per altri 300 dell’indotto. Ma tra le richieste, la più urgente riguarda il mancato rispetto degli impegni da parte di Blutec per il rilancio dello stabilimento, mai realmente decollato e che oggi coinvolge il futuro di mille persone e delle loro famiglie. 

Dalle 11 alle 13, inoltre, inoltre, hanno partecipato al sit-in anche i 130 lavoratori impegnati nel sito che hanno incrociato le braccia e raggiungendo i colleghi in cassa integrazione. La protesta è esplosa nei giorni scorsi, dopo che i ripetuti appelli dei sindacati, rivolto al governo nazionale di un incontro urgente ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo, sono caduti nel vuoto. «A seguito delle nostre richieste di un incontro, il governo continua a rimanere in silenzio – afferma Vincenzo Comella della Uilm Palermo – Se per parlare con il ministro Luigi Di Maio c’è bisogno di comprare i gilet gialli, noi siamo disposti a farlo visto l’assurdo silenzio che c’è intorno alla questione».


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