Barbagallo e Crimi rinunciano. Fine dei giochi?

La commissione elettorale d’Ateneo, dopo ore di riunione in una blindata aula del rettorato, ha deciso che i candidati ammessi alla prossima elezione per la polrtrona di rettore saranno quattro: Barbagallo, Pioletti, Recca e Crimi.

La decisione è arrivata solo ieri, in tarda serata, dopo che già dalle 12,30, scadenza dichiarata dal Decano per la consegna delle candidature, voci di corridoio davano per illegittima quella del professore Pucci, in contrasto con i termini previsti dall’articolo 6 del regolamento d’Ateneo.

Secondo quanto recita questo articolo, il termine ultimo per la presentazione delle candidature scade alla fine del secondo giorno lavorativo dall’ultima elezione. Ed è proprio da quel “lavorativo” che si è creato il qui pro quo. Il Decano infatti, interpretando il sabato come mezza giornata lavorativa, aveva prorogato il termine alla prima mezza giornata del lunedì, permettendo le nuove candidature fino alle 12,30 di ieri. Già appena dopo la scadenza del termine erano arrivate le prime voci e la commissione elettorale, che ad ogni elezione si riunisce per verificare le candidature, ha sollevato i primi dubbi non solo sulla  prima interpretazione del Decano, ma anche su un difetto di pubblicizzazione, non fatta in maniera trasparente e corretta, che aveva limitato la conoscenza dei termini a tutti i docenti che avrebbero potuto scegliere di candidarsi.

Al termine della riunione e riconoscendo l’errata interpretazione della norma e il “vizio di pubbliciazzazione”, la Commissione ha stabilito che il termine ultimo per la presentazione delle candidature era scaduto lo scorso sabato sera, invalidando così tutte le modifiche avvenute lunedì.

E’ così che, ufficialmente in lizza per la prossima tornata elettorale risultano i professori Barbagallo, Recca, Pioletti e Crimi. Quest’ultimo aveva presentato la propria candidatura sabato stesso con riserva, ritirandola dopo appena 24 ore.

 

Pioletti afferma che «le cose cambiano poco per quanto mi riguarda», in quanto le candidature possono comunque essere ritirate fino al giorno prima delle elezioni, ristabilendo così la “convergenza” su Recca, e anche il preside di Medicina, Crimi, ha questa mattina ribadito di rinunciare alla sua candidatura, aggiungendo che «spiace molto per la situazione che si è creata perché credo sia importante il recupero di uno stile universitario».

E’ di qualche minuto fa la dichiarazione di Barbagallo che, a conti fatti, era fino a questo momento l’unico candidato a contendere la poltrona all’ex-preside di Ingegneria. «In coerenza con quanto ho già espresso in precedenza – dichiara Barbagallo – ritirerò la mia candidatura a Rettore».

 

Intanto Pucci fa sapere di stare valutando l’opportunità di un ricorso al TAR impugnando la delibera della commissione d’Ateneo che, di fatto, lo esclude dalla competizione. Se dovesse andare avanti c’è la possibilità che l’elezione del prossimo 2 ottobre venga sospesa in attesa di una pronuncia del Tribunale.


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