La verità è solo una: il bilancio 2010 approvato da sala dercole lo scorso aprile non avrebbe dovuto ricevere il benestare della corte dei conti. E avrebbe dovuto essere impugnato dal commissario dello stato per la regione siciliana. Negli ultimi quindici anni i bilanci della nostra sempre più scalcagnata regione, soprattutto sul fronte delle entrate, non sono mai stati veritieri. Ma, si sa, cè sempre un limite a tutto. Come si dice dalle nostre parti, è bonu u ventu nchiesta, ma no pastutari i cannili. . . (ben venga il vento fresco dentro la chiesa, evitando, però, di farne arrivare così tanto da spegnere le candele: traduciamo perché, visto che siamo sulla rete, non è detto che tutti quelli che ci leggono conoscono la nostra lingua).