Rito abbreviato per autista del Suv che uccise cuginetti Greco è accusato di duplice omicidio stradale aggravato

Sarà giudicato con il rito abbreviato Rosario Greco, l’uomo che lo scorso 11 luglio con il suo Suv ha travolto e ucciso i due cuginetti di Vittoria Alessio e Simone D’Antonio. Il procuratore di Ragusa Fabio D’Anna aveva formulato la richiesta di rito immediato al giudice per le indagini preliminari Andrea Reale. Greco dovrà rispondere di duplice omicidio stradale aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti. L’udienza è stata fissata per il prossimo 20 marzo

«L’imputato – fanno sapere gli avvocati difensori Salvatore e Nunzio Citrella – ha scelto di avanzare richiesta di definizione del giudizio con il rito abbreviato, rinunciando al proprio diritto di formazione della prova in contraddittorio e riducendo i tempi della definizione del giudizio; la scelta comporta che, in caso di condanna, la pena venga ridotta di un terzo». 

I due cuginetti stavano giocando sull’uscio di casa quando sono stati travolti dalla
Jeep Renegade guidata da Greco, 37enne in odore di mafia, arrivato a folle velocità, nonostante la strada stretta. Il conducente aveva bevuto e assunto cocaina. Il più piccolo, Alessio (di 11 anni) è morto sul colpo. La notizia della morte di Simone (12 anni) è arrivata nella mattinata in cui a Vittoria si stavano svolgendo i funerali del cuginetto.

Greco è figlio dell’imprenditore Elio, re degli imballaggi accusato di stretti legami con la mafia. A bordo dell’auto insieme a lui c’erano altri tre passeggeri, accusati di omissione di soccorso. Tra questi il 32enne Angelo Ventura, già arrestato nel settembre del 2017 per associazione mafiosa e figlio di Giambattista Ventura, ritenuto capo della Stidda a Vittoria. Il terzo già conosciuto alle forze dell’ordine è Alfredo Sortino, sottoposto a sorveglianza speciale. Il quarto passeggero è Rosario Fiore. Nessuno di loro dopo l’impatto si è fermato per prestare soccorso perché, hanno detto alla polizia dopo essersi costituiti, avevano paura di un linciaggio


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