Ars, legge sull’editoria. Soldi per i soliti noti?

SOSTEGNO ALLA PLURALITA’ DELL’INFORMAZIONE O AI SOLITI LECCHINI?

Dovrebbe cominciare nei prossimi gorni, a Sala d’Ercole, la discussione del disegno di legge in sostegno dell’editoria siciliana. In tempi di vacche magre, è ovvio che lo stanziamento non sarà di quelli grossi. Ma, anche se si trattasse di 500mila euro, il punto è capire se questo ddl è pensato per garantire democraticamente una pluralità di informazione o se è pensato per ‘aiutare’ i soliti noti. I pesci grandi. Quelli che stanno attraversando un periodo di difficoltà non solo per una crisi generale, ma anche per linee editoriali, magari puntualmente filo-governative, che hanno allontanato i lettori. O quelli  che, in questo momento, risultano ‘più graditi’ alla maggioranza parlamentare.

Il sospetto nasce, ad esempio, dalle decine di emendamenti che stanno arrivando ce he segnalano “macroscopici limiti” posti per l’accesso al finanziamento. Come quelli denunciati dalla Lista Musumeci:  “In questo disegno di legge, che nasce con il precipuo scopo di tutelare e sostenere il sistema informativo siciliano, – hanno affermato i deputati di questo gruppo- bisogna riaffermare il principio fondamentale della salvaguardia della pluralita’ dell’informazione.

In Sicilia esiste un centinaio di emittenti televisive, radiofoniche e via web, testate che giornalmente diffondono notizie spesso utilissime per la specificità territoriale.- proseguono – Porre dei limiti macroscopici alla possibilità  di accedere alle provvidenze economiche regionali, basandosi solo su un mero principio di diffusione territoriale, legato alla popolazione o all’estensione in chilometri quadrati della propria fascia di diffusione del segnale, esclude la gran parte della emittenza privata dal beneficio contemplato dalla legge”.

Se a questo si aggiunge il previsto obbligo dell’assunzione di un numero di giornalisti professionisti sproporzionato alle reali esigenze di tante emittenti, appare evidente come occorra un intervento modificativo del disegno di legge, affinché non siano cancellate le piccole imprese che concorrono a fare pluralismo.

Per questi motivi – concludono i deputati della “Lista Musumeci” – abbiamo presentato emendamenti finalizzati a riconoscere i benefici di legge tanto alle grandi quanto alle medie e piccole imprese che da un lato garantiscano la vera democrazia e pluralità dell’informazione locale, dall’altro che osservino le regole in materia di contratti di lavoro, di doveri fiscali e di qualità del prodotto informativo.


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