Ars, le dichiarazioni dei redditi dei deputati Cinque si fermano sotto i quattromila euro

Il più giovane inquilino di Sala d’Ercole è anche il più ricco tra i deputati regionali. Sono stati resi noti questo pomeriggio i dati sulle dichiarazioni dei redditi relative al 2017 degli inquilini di Palazzo dei Normanni, è il ventiduenne Luigi Genovese – figlio di Francantonio – il paperone tra i deputati regionali, con un reddito dichiarato nello scorso anno di quasi 278mila euro. Seguito dal collega dem Francesco De Domenico, con un reddito di 200mila euro, e dal presidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, con 176mila euro.

Soltanto settimo il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Micciché, con un reddito di 115mila euro, preceduto da Giorgio Assenza (Diventerà Bellissima) con 124mila euro e seguito dal presidente della Commissione Affari Istituzionali, Stefano Pellegrino, con 113mila euro.

E se la media dei redditi dei deputati è di poco al di sopra dei 70mila euro, ecco che in un senso o nell’altro, in molti si discostano da quella cifra. È così per i più ricchi, ma anche per chi durante lo scorso anno ha dichiarato pressoché soltanto l’indennità parlamentare ricevuta nel dicembre 2017, poco dopo essere stati eletti. È il caso del deputato di Fratelli d’Italia, Antonio Catalfamo, ma anche dei pentastellati Luigi Sunseri, Elena Pagana e Josè Marano. E della presidente della Commissione Ambiente, Giusy Savarino (Diventerà Bellissima). Tutti redditi che superano di poco i tremila euro l’anno (soltanto Marano arriva a sfiorare i quattromila).

Proprio quest’ultima si discosta un po’ dagli altri deputati per «aver fatto nel corso dell’anno – precisano dall’ufficio stampa dei 5 stelle – qualche lavoretto occasionale, che nella dichiarazione complessiva si è andato ad aggiungere all’indennità parlamentare». Lasciando la collega Elena Pagana, di fatto, l’unica inoccupata fino al momento dell’elezione, nel novembre 2017.

Diversa la situazione per gli altri tre: Luigi Sunseri, infatti, era dipendente del parlamento europeo fino a poco prima delle elezioni regionali, per cui la sua dichiarazione dei redditi relativa a quell’esperienza lavorativa condotta nella prima parte dell’anno è stata versata in Belgio. Infine Catalfamo e Savarino: il primo ha sospeso la sua consulenza legale con uno studio notarile di Messina, per dedicarsi alla campagna elettorale. Proprio come la seconda, che ha preso una pausa dal suo studio legale, per girare i territori e promuovere la candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione.


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