Ars: Governo Crocetta ancora battuto

L’ESECUTIVO AVREBBE VOLUTO IL LIMITE DI 150 MILA ABITANTI PER COSTITUIRE UN CONSORZIO DI COMUNI. L’AULA L’HA ELEVATO A 180 MILA. COMMENTANO I ‘MALIGNI’: “GELA ADESSO AVRA’ QUALCHE PROBLEMA”. CRITICI NELLO MUSUMECI E ANTONIO FERRANTE (PD)

Il Governo regionale di Rosario Crocetta è stato battuto per la terza volta a Sala d’Ercole. A cambiare, ancora una volta, le carte in tavola all’esecutivo è stata l’Aula – dove l’esecutivo continua ad essere in minoranza – che ha portato da 150 mila a 180 mila abitanti il limite per costituire un Consorzio di Comuni.

Una ‘botta’ pesante, per il presidente della Regione, che avrebbe voluto – così si sussurra – far diventare Gela capofila di un Consorzio di Comuni. Adesso i gelesi dovranno convincere altri trentamila siciliani…

Sull’andamento dei lavori d’Aula interviene il parlamentare di centrodestra, Nello Musumeci.

“Sconfitto già all’inizio nel voto sulla cosiddetta riforma delle Provincie – dice Musumeci – Crocetta ricorre all’ultima arma che gli rimane: minacciare le sue dimissioni e mandare tutti a casa. Invece di ricorrere al ricatto ed alla rappresaglia- che ci lasciano assolutamente indifferenti – il Governatore farebbe bene a ricercare ampie convergenze tra i parlamentari e correggere un disegno di legge che, se approvato, produrrebbe devastanti danni, come la moltiplicazione dei costi e la espropriazione del voto per 4 milioni di siciliani”.

Sul dibattito in corso a Sala d’Ercole interviene anche Antonio Ferrante, leader dell’area Bigbang in Sicilia e neoeletto all’assemblea regionale del Partito Democratico.

“Le riforme epocali – sottolinea Ferrante – non si fanno a colpi di dichiarazioni roboanti sui giornali o in tv all’ ‘Arena’ di Giletti, ma contando su maggioranze solide e idee chiare. Se il governo di Rosario Crocetta dovesse inciampare ancora su norme fondamentali, si dovrà necessariamente aprire una seria riflessione sul futuro di questa Assemblea”.

Stasera, dopo l’approvazione dell’articolo 2 del disegno di legge su Province, città metropolitane (che sono state già ‘bocciate’ dall’Aula) e ‘liberi’ (o quasi) Consorzi di Comuni, i lavori dovrebbero essere aggiornati a martedì prossimo.

 


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