Amministrative, il «passo di lato» di Davide Faraone «Sosterrò l’amico Lagalla». Prove di intesa FI-Lega

«Mi scuso anticipatamente con gli amici giornalisti offrendo una non notizia: il mio passo di lato». Davide Faraone, coordinatore regionale di Italia Viva, rinuncia alla candidatura a sindaco di Palermo per sostenere «l’amico», così almeno lo definisce lo stesso Faraone – Roberto Lagalla. «Nei giorni passati, più si moltiplicavano i candidati, più trovavo spiacevole trovarmi in quella situazione – scrive in un lungo post su Facebook – c’ero anch’io tra i protagonisti di questa imbarazzante fiera delle vanità, che ci ha allontanato in maniera siderale dai palermitani. Ho deciso di essere coerente – prosegue il post – da un lato togliendomi dall’imbarazzo, dall’altro lato scegliendo un altro candidato».

Faraone era stato il primo a scendere in campo nella corsa a sindaco di Palermo, con un’ampia campagna cartellonistica partita mesi fa, per essere poi risucchiato nel vortice di candidature a raffica nel centrodestra, dove Italia Viva ha scelto di collocarsi tempo addietro, uscendo dalla maggioranza di Leoluca Orlando e dove lo aveva collocato anche Totò Cuffaro, che per il renziano ha speso parole di elogio, considerandolo di fatto il sesto candidato del centrodestra. Un passaggio, quello di Faraone al fianco di Lagalla, che era nell’aria già dal giorno dell’annuncio della candidatura dell’ex assessore all’Istruzione, quando era stato lo stesso ex rettore dell’Università di Palermo a dire che si sarebbe messo alla prova senza l’aiuto dei partiti, ma che avrebbe aperto dialoghi su più fronti tra i moderati, glissando sulla domanda a chi gli chiedeva se avesse già incontrato Faraone. 

Con il suo passo di lato, la rosa dei candidati del centrodestra si restringe ora a cinque. Forse quattro, visti i tentativi di accordo Forza Italia-Lega che porterebbero a un altro arretramento, quello di Francesco Scoma, che cederebbe la poltrona all’ex compagno di partito Francesco Cascio, per esserne il vice. «Un pezzo importante di centrodestra ha trovato un accordo serio e stabile – dice il capogruppo leghista di sala delle Lapidi Igor Gelarda – Cascio, persona di grandi capacità e di grande esperienza, potrà contare sulla forza e sulle capacità del partito di Matteo Salvini. Abbiamo tutte le carte in regola, adesso, per riconquistare la città, toglierla dalle mani del centrosinistra che l’ha devastata e farla rinascere». Unico problema, in questo caso, la volontà di Scoma, che il vice lo ha già fatto nella giunta di Diego Cammarata e da un anno almeno prepara il suo assalto alla poltrona più importante di palazzo delle Aquile. 

A questo punto il ticket Forza Italia-Lega potrebbe guardare ai confederati del Movimento nuova autonomia, ma la risposta del loro di candidato sindaco, Totò Lentini, è stata piuttosto eloquente: «La mia dignità personale e politica non si baratta con nulla e a chi vorrebbe darmi per accondiscendente a una politica frutto del passato e quindi prossimo al ritiro della mia candidatura in cambio di qualche incarico dico assolutamente no, che perde tempo e spreca il suo fiato. Ho sempre detto e ribadisco, anche oggi, che andrò fino in fondo, fino al ballottaggio perché lo devo a chi crede in me e a una Palermo migliore, sganciata da accordi fatti a Roma e nelle segreterie dei partiti». Più o meno la stessa posizione espressa dall’alfiere di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, che ha già dichiarato di non temere il ballottaggio. 


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